San Marco in Lamis, cane muore avvelenato. Antonietta Torelli: “A rischio la Salute Pubblica”

Antonietta Torelli non ci sta e querela il Comandante della Stazione dei Cc, il veterinario Asl e il primo cittadino. Il veleno per topi è stato trovato in un contenitore di plastica di fronte la San Domenico Savio

Ancora un caso di avvelenamento di cani a San Marco in Lamis. E’ l’ultimo di una serie di episodi simili avvenuti in città negli ultimi anni. Ad alzare la voce e cercare di abbattere il muro della vergogna e del silenzio, è Antonietta Torelli, cittadina e commerciante convenzionata con l’Asl e accreditata all’accalappiamento per le sterilizzazioni. Antonietta da parecchi anni si trova a combattere l’odio che buona parte dei cittadini nutre nei confronti dei migliori amici dell’uomo. Contemporaneamente si preoccupa di risolvere il fenomeno del randagismo lottando contro tutto e contro tutti.

La cronaca della giornata – L’increscioso episodio è accaduto lunedì mattina alla prime luci dell’alba. Intorno alle 7 un amico chiama Antonietta per metterla al corrente di un probabile avvelenamento di un maremmano bianco. Il titolare di un panificio ha notato che il cane trema e dalla sua bocca fuoriesce della bava. L’amico fa un giro di chiamate e si mette in contatto con il Comando dei Vigili Urbani e quello dei Carabinieri. Altre chiamate giungono ai referenti della Asl locale (con i quali però va anche detto che Torelli non è in buoni rapporti). Successivamente viene avvisato anche il primo cittadino Michelangelo Lombardi. Nel frattempo, alle 7.45, al cellulare della donna arriva una nuova telefonata che la informa di un altro caso di avvelenamento in via Kennedy. Recuperato e individuato, il cane viene trasferito d’urgenza all’ambulatorio di San Giovanni Rotondo, dove morirà intorno alle 10 tra le braccia della proprietaria dell’omonima gioielleria.

Le preoccupazioni per Antonietta non finiscono qui. Un’altra telefonata l’avvisa che all’ingresso della Scuola Elementare “San Domenico Savio” di Via La Piscopia, è stato individuato un contenitore di plastica con all’interno del veleno per topi mischiato a dei pezzi di pane. La donna si precipita  sul posto e al suo arrivo non le resta che accertare quanto appena riferito dall’altro capo del telefono. Non c’è tempo da perdere. Antonietta riformula l’identico giro di telefonate effettuato qualche ora prima dal suo collega. Alle 11.30 sul posto arrivano i Carabinieri, ai quali la donna ricorda che bisognerebbe prelevare il contenitore killer e portarlo all’Istituto Zooprofilattico di Foggia. Bisognerebbe inoltre circoscrivere e bonificare la zona.

In queste situazioni, come ci ricorda la donna, è a rischio la salute pubblica. Chiunque infatti, potrebbe venire involontariamente a contatto con il veleno.  Per giunta, il fatto che sia stato trovato a pochi metri da una Scuola Elementare, rende bene l’idea della gravità della situazione e soprattutto del gesto inconsulto e increscioso.

Nonostante esista un decreto del ministro della Salute Pubblica che obbliga a seguire questa prassi, non viene fatto nulla di tutto ciò. L’amica degli animali a quattro zampe non demorde e provvede a ripulire la zona accertandosi che nessuno si avvicini alla sostanza velenosa.

Al termine della giornata Torelli si è presentata al comando dei Cc di San Giovanni Rotondo e ha querelato il sindaco per inadempienza, il comandante della Stazione dei Carabinieri e il veterinario della Asl per abuso di potere. "Fortunatamente - afferma Torelli - siamo riusciti a trovare e a salvare il maremmano bianco"
 

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