Debito da 2 milioni con le banche: rischiano lo sfratto 97 famiglie (21 legittime e 76 abusive)

L’ultima emergenza approdata sul tavolo prefettizio si chiama Borgo Mezzanone. 97 famiglie che vivono in altrettanti appartamenti. E il Comune di Foggia ha sempre pagato per tutti, da un ventennio almeno

Borgo Mezzanone dall'alto

I primi 32 dei 45 alloggi a canone sostenibile realizzati dall’Arca Capitanata verranno consegnati lunedì 18 giugno, zona Ordona Sud. E’ questo, assieme a poco altro, uno degli interventi in cantiere per tamponare l’emergenza abitativa nella città di Foggia. Si badi: tamponare, non risolvere. Per superare la piaga delle piaghe del capoluogo e periferie, della città dauna che vive ancora di baraccopoli, servirebbero almeno “tremila alloggi”. Parlava così qualche settimana fa il delegato alla Casa Saverio Cassitti. Tremila, una cifra enorme in una città violentata dal cemento eppure affamata di case. Da sempre.

Come sia possibile questa continua tensione in stato di bisogno è materia proibitiva, inaccessibile. Un ginepraio inestricabile di situazioni, di abusi, di sperpero di denaro pubblico che i foggiani pagano da decenni. Di tasca propria, coi soldi propri. Perché quando il Comune di Foggia paga fitti ed utenze al di sopra delle sue possibilità, quel costo lo sostiene una intera comunità, fino al default.

L’ultima emergenza approdata sul tavolo prefettizio si chiama Borgo Mezzanone. 97 famiglie che vivono in altrettanti appartamenti, ma solo 21 assegnatarie. Il resto abusivamente. E il Comune ha sempre pagato per tutti. Da un ventennio almeno. Fino alla stretta della Corte dei Conti, che ha imposto tagli, dismissione e razionalizzazioni. Ed è così che è cresciuto un debito di quasi due milioni di euro (1,9 per la precisione) con Impredil, società edile del costruttore Piserchia, e, pertanto, con l’Istituto di credito che, successivamente al fallimento societario, ha preso in mano beni ed immobili. Tra cui, appunto, gli appartamenti di Borgo Mezzanone. La banca sarebbe stata chiara col Comune: pagare o sfratti. Col rischio che l’emergenza abitativa sfoci in emergenza sociale e di ordine pubblico, anche.

Nulla che in corso Garibaldi non si sapesse. Ma il tempo stringe ed ieri le parti si sono incontrate attorno al tavolo del Prefetto, Massimo Mariani. C’era il Comune di Foggia con il sindaco Franco Landella, gli assessori all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici D’Emilio e Bove, il delegato alla Casa Cassitti; c’era Piserchia col suo legale, un rappresentante dell’istituto di credito, il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi, comune in cui ricade Borgo Mezzanone. La riunione tuttavia sarebbe stata rinviata a venerdì prossimo per assenza dell’Arca Capitanata. Il tentativo in corso, infatti, sarebbe quello di provare a ragionare per chiudere con la stagione dei fitti comunali ed acquistare. “Sarebbe certamente più conveniente – filtra-, solo per i fitti dovremmo sborsare 1,9 milioni di euro. Per l’acquisto 2,5 milioni di euro. Con mezzo milione di euro in più si entrerebbe nella proprietà degli immobili”.

Quei denari, tuttavia, il Comune di Foggia non li ha. E l’operazione, questa l’idea, dovrebbe farla l’Arca. Come per l’ex Onpi. Da qui il rinvio a venerdì prossimo, per ragionare con l’Agenzia regionale per la Casa e l’Abitare (ex IACP). Ovviamente acquistare significherebbe, nelle intenzioni dell’ente Comune, sgravarsi dei 97 fitti comunali e eliminare le situazioni di abuso. “Le famiglie verrebbero chiamate una per una” fa sapere Cassitti, “per verificare il reale stato di bisogno e sottoscrivere contratti proporzionati alle situazioni reddituali. Il resto, chi non ha diritto, fuori”. Anche perché, secondo indiscrezioni, gli stati reddituali sarebbero molto cambiati in vent’anni e diversi “stati di bisogno” non sussisterebbero più. Come che sia, la situazione va smantellata, il Comune di Foggia non può più permettersi di protrarla nel tempo. Questa come tante altre (l’elenco delle utente a carico del Comune di Foggia, ad esempio, contenuto nel piano di razionalizzazione, è lunghissimo e comprende numerose abitazioni e stabili privati).

Nel vertice di venerdì si dovrebbe parlare anche dei 72 alloggi di via Lucera che da mesi devono essere consegnati. E con urgenza: nonostante la guardiania, infatti, hanno già subito i primi furti (otto caldaie ed un autoclave). Si procederà con un robusto intervento della forza pubblica. Si temono occupazioni abusive. Di case c’è fame.

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