Bomba via Fania, Mongelli: “Serve argine che sbarri il passo alla criminalità”

L'esplosione ha semidistrutto un negozio di cinesi a Foggia. Cavaliere chiede la costituzione di un'associazione antiracket

L’esplosione di via Fania che ieri sera ha semidistrutto un bazar di un cittadino cinese e spaventato gran parte degli abitanti di Foggia, non può e non deve passare inosservata. Se il presidente della Fondazione antiusura, Pippo Cavaliere, ha chiesto la costituzione imminente di un’associazione antiracket, il sindaco ha auspicato invece il passaggio all’azione civica di tutela della comunità foggiana, chiedendo a ciascuno di assumersi la responsabilità di offrire il proprio contributo alla costruzione dell’argine che sbarri il passo alla criminalità.

Il boato di questa notte è un chiaro messaggio a Foggia e al lavoro profuso in questi mesi dalle forze dell’ordine. Gianni Mongelli ha espresso “solidarietà personale e istituzionale” al titolare del negozio semidistrutto da un ordigno esplosivo e all’intera comunità cinese che “vive e opera a Foggia, arricchendoci con la loro cultura più che millenaria e il loro dinamismo economico”.

“Da noi come nel resto del Paese, l’attivismo degli imprenditori stranieri è uno dei pochi indicatori economici positivi – continua Mongelli – ai quali è nostro dovere offrire le migliori opportunità di investimento. A partire dalla garanzia che i loro beni non saranno predati e la loro stessa incolumità non sarà violata. Ciò è dovuto a chiunque abbia un’impresa o lavori nella nostra città – conclude il sindaco – ma ancor più è dovuto a chi ha scelto di farlo in una terra diversa da quella di origine e già soffre la debolezza che deriva da questa diversità”.

 

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