Sindaci nel mirino, bomba sotto casa di Pinto. “Gestire i piccoli comuni è diventato impossibile”

Stanco dei continui atti intimidatori subiti, il sindaco lancia una provocazione: "vorrei vedere se questi 'fattacci' accadessero ad altre autorità istituzionali. Invece, accade ad un politico e nemmeno una bomba fa più rumore"

Nicola Pinto

“Porterò a termine il mandato, ma non mi ricandiderò più sindaco di Rodi Garganico”. Nicola Pinto è fermo nella sua decisione. “Gestire i piccoli paesi ormai è diventato impossibile”. E detto da un politico navigato ed rodato, tra le altre cose alla quarta esperienza di primo cittadino, questa affermazione assume un peso diverso.

Tra i vari elementi che hanno portato Pinto a maturare questa scelta, i vari atti intimidatori che, negli ultimi cinque anni, hanno interessato lui e la sua Giunta: danneggiamenti, incendi di auto, scritte offensive sui muri e cappelle di famiglia vandalizzate da ignoti. L’ultimo episodio, in più grave di tutti, ha visto ancora una volta il sindaco Pinto tra le vittime.

Una bomba carta è stata posizionata e fatta esplodere lo scorso martedì sera, in via Matteotti, ai piedi dell’abitazione del primo cittadino. La deflagrazione, fortunatamente, non ha provocato grossi danni strutturali, ma ha gettato nel panico l’intero quartiere ed è stata l’ennesima bastonata per il sindaco, questa volta colpito nella sua sfera privata, familiare.

“Sono mortificato perché ad oggi non ci sono state situazioni, a carattere di indagine, confacenti affinché qualcuno fosse assicurato alla giustizia per questi episodi”, spiega Pinto a FoggiaToday. “Ho subito queste cose, io con gli amici amministratori, nell’arco degli ultimi 5 anni: stiamo parlando di gente vigliacca è vero, ma c’è anche tanta omertà in giro”, denuncia.

LA SOLIDARIETA' DI FRANCO LANDELLA

In questi giorni, Pinto incassa la solidarietà di tanti sindaci del Gargano, anche loro oggetto di atti intimidatori, come il sindaco di Peschici, Franco Tavaglione. “Io sono tranquillo del mio operato, vado a testa alta. Non ho mai fatto del male a nessuno e non frequento ambienti malavitosi. Mi permetta però uno sfogo: vorrei vedere le reazioni se questi ‘fattacci’ accadessero ad altre autorità istituzionali, come forze dell’ordine o magistrati. Invece, accade ad un politico e nemmeno una bomba fa più rumore”.

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