Bomba via Fania: Foggia solidale, una colletta per la famiglia cinese

Su iniziativa dei commercianti del quartiere è stata avviata la raccolta fondi per salvare i negozianti cinesi dal baratro

Bomba in via Fania

L’attentato dinamitardo consumatosi in via Fania ai  danni di un negozio cinese qualche sera fa, a pochi giorni dalle celebrazioni per il 20° anniversario dell’omicidio di Giovanni Panunzio, ha rilanciato prepotente in città la necessità di un’associazione antiracket.

E nell’attesa che l’ennesima denuncia della responsabile di Libera prima, Daniele Marcone, e del presidente della Fondazione Antiusura poi, Pippo Cavaliere, sull’inquietante ritardo con cui si sta procedendo sul tema faccia breccia in una comunità dormiente, stupisce positivamente  e quasi rassicura l’attivismo immediato e concreto, invece, dei commercianti foggiani che, all’indomani dell’ennesimo attentato che ha sventrato l’attività di una piccola famigliola cinese, sono scesi in campo per una raccolta fondi a favore delle vittime.

La colletta è appena partita, su iniziativa di alcuni esercenti del quartiere che conoscevano la famiglia cinese: una piccola scatola di cartone è stata sistemata all’interno di un bar poco distante dal negozio distrutto dalla bomba, in via Crispi.

Ciascuno potrà lasciare la sua donazione, simbolica, certo, ma anche estremamente necessaria dal momento che si rappresenterebbe l’unica fonte di sopravvivenza in questo momento per una famiglia che pare abbia perso davvero tutto. Numerosi i commercianti che hanno già aderito all’iniziativa, impegnati in queste ore in un’opera di sensibilizzazione nei confronti degli avventori.

La scatola piano piano si riempie. Impossibile stimare la quantità della cifra già riposta. Ma è un segnale. Un buon segnale, di altruismo e solidarietà, in una città dove il racket e l’usura segnano cifre record.  

Intanto. sul fronte delle indagini gli inquirenti stanno investigando per capire chi possa aver piazzato l’ordigno esplosivo che nella notte di venerdì ha sventrato le saracinesche del negozio distruggendo gli arredi e gli articoli in vendita.  Gli inquirenti stanno anche cercando indizi utili alle indagini dalle immagini di videosorveglianza di alcune attività commerciali del quartiere.

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