Bomba a Cerignola: esplode auto di un maresciallo dei carabinieri

Ci sono volute circa tre ore per spegnere le fiamme e bonificare l'intera zona. Danneggiate anche altre autovetture parcheggiate nel raggio di 100 metri. L'esplosione è avvenuta in viale Russia

Vigili del Fuoco e carabinieri

Ci sono volute più di tre ore per spegnere le fiamme, bonificare dai detriti e mettere in sicurezza viale Russia, a Cerignola, dove questa notte, intorno alle due, una forte esplosione ha fatto sobbalzare dal letto gli abitanti della zona, e non solo.

Un boato di incredibili proporzioni e poi le fiamme: a saltare in aria – ad un cinquantina di metri dal commissariato di pubblica sicurezza - è stata un’automobile, una Toyota Yaris appartenente ad un maresciallo dei Carabinieri.

Nell’esplosione sono state danneggiate anche altre autovetture in sosta (una quindicina, con danni più o meno ingenti tra carrozzeria e cristalli), tutte quelle parcheggiate nel raggio di cento metri dal luogo della deflagrazione. In frantumi anche i vetri dell’edificio che si trova di fronte al luogo dove l’auto è esplosa.

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Sul posto sono giunti i carabinieri incaricati si seguire le indagini e i vigili del fuoco del comando provinciale di Foggia, ma anche gli agenti di polizia del vicino Commissariato cittadino.

Ancora ignoto, al momento, il movente del gesto. Non è escluso che per risalire agli attentatori, i militari chiedano il sequestro dei filmati dei sistemi di videosorveglianza dell’intera zona al fine di individuare i responsabili di tale gesto, immortalati anche in un solo fotogramma.

Purtroppo non è la prima volta che nella città ofantina si verificano episodi simili contro le forze dell’ordine: risale ai primi dello scorso novembre il rinvenimento di un ordigno rudimentale - realizzato con un tubo in gomma lungo circa 30 centimetri e “imbottito” con un chilo di tritolo -  piazzato al Rione Fornaci, davanti ad una palazzina della periferia cerignolana nella quale abitano alcuni agenti di polizia con le rispettive famiglie

La bomba artigianale era collegata ad un timer fortunatamente mal congeniato e che pertanto non ne avrebbe mai permesso l’esplosione. In quell’occasione fu un abitante dello stabile ad accorgersi della presenza dell’ordigno e ad allertare il locale Commissariato, richiedendo il tempestivo intervento degli artificieri che misero in sicurezza la zona.

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