Basta morti sul lavoro, l'appello di Feneal-Filca-Fillea di Capitanata: "Investire in prevenzione e formazione"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Le segreterie provinciali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Capitanata esprimono il proprio cordoglio ai familiari del 55enne rimasto vittima di un incidente sul lavoro questa mattina a Foggia presso la ditta Salice Calestruzzi. “Siamo costretti a registrare ancora un morto sul lavoro dopo l’operaio che ha perso la vita sabato sulla statale 89. In attesa che autorità competenti accertino la dinamica dei fatti, non si può restare silenti di fronte a questo tragico bollettino di guerra che purtroppo colpisce tutto il Paese”, scrivono i segretari generali delle tre sigle - Juri Galasso, Urbano Falcone e Giovanni Tarantella.

“Non c’è più tempo da perdere, bisogna smetterla con il pensare che tutto questo accada per tragica fatalità. Vanno accertate le responsabilità e soprattutto vanno intensificate le azioni preventive. In primis tutte le misure di sicurezza che le normative prevedono, allo stesso tempo investire sulla formazione dei lavoratori. Il proliferare di lavoro precario e subappalti non aiuta in tal senso a definire percorsi di conoscenza delle materie connesse alla sicurezza per chiunque operi all’interno di un sito. Così come non è stato un segnale incoraggiante quel del governo di tagliare le imposte sulla sicurezza alle imprese, ci saremmo aspettato a fronte di questa continua strage un intensificare gli investimenti per la sicurezza dei posti di lavoro”.

“Infine vanno potenziati gli organici ispettivi, limitati nei mezzi e nei numeri che un lavoro improbo in una provincia così vasta e con un altissimo numero di attività produttive. Senza tutte queste azioni congiunte chiunque potrà pensare di operare di fatto in un clima di impunità, violare le norme, e noi continueremo a indignarci di fronte all’ennesima vittima, senza però aver inciso fattivamente per invertire questo non accettabile trend di vittime sul lavoro. Vogliamo un lavoro per vivere non un lavoro che mette a rischio la vita”.

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