Omicidio D'Antuono, Spinazzola agì per legittima difesa: dalla condanna a 30 anni all'assoluzione

La sentenza di secondo grado rimescola le carte del caso, che nel precedente grado di giudizio vedeva Spinazzola condannato a 30 anni di carcere. Il fatto di sangue risale al 31 agosto di due anni fa

Il luogo dell'omicidio D'Antuono - FOTO D'AGOSTINO

Agì per legittima difesa: il secondo grado di giudizio ribalta la scena e assolve il 55enne Giovanni Spinazzola dalla pesante accusa di omicidio. Così ha deciso il giudice, in riferimento all’omicidio di Giovanni D’Antuono, avvenuto a San Severo, la sera del 31 agosto 2014, all'angolo tra via Luigi Sturzo e via Corsi, al rione 'Città Giardino'.

Lo stesso, però, è stato condannato ad un anno e sei mesi di reclusione per porto illegale di arma (la pistola calibro 9,17 utilizzata nel fatto di sangue), pena già scontata in quanto detenuto. Di conseguenza, Spinazzola è stato rimesso in libertà. La sentenza di secondo grado, quindi, rimescola le carte del caso, che nel precedente grado di giudizio vedeva Spinazzola condannato a 30 anni di carcere.

IL CASO | I due uomini, secondo la prima ricostruzione degli inquirenti, si erano dati appuntamento in strada e si erano affrontati a colpi di pistola: Giovanni D’Antuono, di 52 anni, ha avuto la peggio ed è morto sul colpo; Giovanni Spinazzola di 55, si è consegnato all’alba seguente al Commissariato di polizia. Un vero e proprio regolamento di conti, quindi, ma al centro della disputa non vi era nessun affare o questione capitale.

“Futili motivi”, tagliarono corto gli inquirenti, catalogando sotto questa voce il litigio avvenuto la sera prima dell’omicidio tra le figlie poco più che ventenni dei due uomini, che si sarebbero affrontate in strada a causa di un ragazzo. Secondo la polizia, a scatenare l’ira delle due ragazze (e dei rispettivi padri) sarebbe stata una sigaretta offerta - "in modo ammiccante", precisano - dalla figlia della vittima al fidanzato dell’altra ragazza.

E così dopo un acceso diverbio - cui assistirono almeno una decina di persone, compresa la moglie della vittima - Spinazzola avrebbe esploso 8 colpi all’indirizzo del rivale, tutti andati a segno ferendo l’uomo al tronco, alla schiena e ad un gluteo; D’Antuono ha esploso due colpi calibro 7,65, andati a vuoto, ed è morto subito dopo.

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