Foggia si ribella al pizzo e alle estorsioni: ecco l'Antiracket che porta il nome di Panunzio

Sottoscritto l'atto costitutivo, alla presenza del sottosegretario Filippo Bubbico che ha presieduto il vertice operativo per l'insediamento della realtà guidata dalla giovane imprenditrice Cristina Cucci

Il tavolo del relatori

Il clima è quello della festa, dell’eccitazione che precede una sfida importante, dell’entusiasmo che preannuncia una vittoria. Dopo un lungo e tortuoso cammino, la città di Foggia si dà appuntamento nel salotto buono del Palazzo del Governo per tenere a battesimo l’associazione antiracket “Giovanni Panunzio”.

Una realtà importante che riunisce sotto il proprio nome, al momento, una ventina di imprenditori della città che hanno deciso di ribellarsi alla consolidata prassi del pizzo, dell’estorsione, del taglieggiamento; tutti esercenti che hanno deciso di liberarsi dal giogo criminalità prepotente e della malavita organizzata.

Proprio come fece oltre vent’anni fa Panunzio, l’imprenditore foggiano che pagò con la vita l’aver denunciato alla magistratura i suoi taglieggiatori, a cui oggi l’associazione si ispira portandone orgogliosamente il nome. La cronaca racconta che gli furono chiesti due miliardi di lire, a lui che da semplice muratore era riuscito a costruirsi un nome ed una professione. Venne crivellato di colpi di arma da fuoco in via Napoli, alle 22.40 del 6 novembre del 1992 proprio mentre, ironia della sorte, in comune si discuteva del nuovo piano regolatore generale.

Seguendo il virtuoso esempio di Vieste, dove da tempo è attiva una realtà analoga che ha lavorato duro e sodo al fianco di forze di polizia e magistratura, adesso anche a Foggia è tempo di cambiare aria, di sentire - parafrasando le parole di Borsellino, ricordato durante la mattinata - “il fresco profumo della libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.

Questa mattina, in prefettura, è stato sottoscritto l’atto costitutivo dell’associazione, alla presenza del sottosegretario dell’Interno Filippo Bubbico che ha presieduto il vertice operativo per l’insediamento dell’associazione antiracket “Panunzio”, che sarà guidato dalla giovane imprenditrice foggiana Cristina Cucci.

VIDEO | "Fuggia da Foggia? Basta scappare, criminalità va combattuta"

“E’ un fenomeno purtroppo comune in tutto il Paese, per questo dobbiamo combattere ogni forma di criminalità, ogni forma di condizionamento e soggiogamento criminale che rappresentano un grave ostacolo alla crescita e allo sviluppo del territorio”, ha spiegato in apertura Bubbico. “E’ importante contribuire alla consapevolezza dell’agire legale e alla presa di coscienza della presenza dello Stato, che è pronto a sostenere ogni sforzo per garantire la sicurezza dei cittadini e delle imprese. Oggi abbiamo degli esempi positivi, di persone e territori che hanno deciso, riuscendoci, di liberarsi dal condizionamento criminale e sono testimoni vivi di spazi, opportunità e risorse che si possono generare alimentando il ciclo legale dell'economia”.

Una firma importante, dunque, che ha fatto seguito ad un incontro tecnico, con i vertici ed i rappresentanti delle forze dell’ordine, atto a testare il polso del fenomeno estorsivo nel capoluogo dauno e nei comuni che vi gravitano attorno. A coordinare il tavolo dei relatori, questa mattina, c’era Tano Grasso, presidente onorario della Federazione antiracket italiana, il prefetto di Foggia, Luisa Latella, il sottosegretario Ivan Scalfarotto, il commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura Santi Giuffrè e Cristina Cucci, presidente in carica dell’associazione antiracket “Giovanni Panunzio” di Foggia.

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