Un parto inaspettato in casa e un bimbo salvo per miracolo: così gli angeli del 118 e "quella mano di Dio" fanno nascere Gerardo

Il parto in casa ad Ascoli Satriano, il salvataggio da parte degli operatori del 118 e la nascita di Gerardo

"A guidarci è stata la mano di Dio". Con queste parole Dina, soccorritrice del 118 di Ascoli Satriano, commenta a FoggiaToday l'incredibile parto avvenuto alle prime luci dell'alba di domenica 16 dicembre in un appartamento della cittadina dei Grifoni, tra la paura e l'incredulità degli operatori sanitari e finanche dei genitori del piccolo Gerardo, in un'atmosfera d'altri tempi, quasi surreale.

L'incidente domestico e la sorpresa del parto in atto

Nella cittadina dei Monti Dauni è ancora buio, l'aria è gelida e l'alba di un nuovo giorno è pronta a dare il benvenuto alla domenica. Un alert però interrompe il silenzio della notte che volge al termine. 

Giovanni D'Ambrosio, Deborah Cornacchio e Dina Pedone,  a bordo dell'ambulanza del 118 dell'associazione Croce Ble, raggiungono l'appartamento dal quale era arrivata la richiesta di intervento. Al loro arrivo trovano una ragazza di 22 anni in lacrime e rannicchiata sul pavimento per il dolore.

Autista, infermiere e soccorritrice intuiscono che non si tratta solo di un incidente domestico accidentale, c'è dell'altro dietro quelle atroci sofferenze. Dopo pochi minuti scoprono che la malcapitata è incinta e non di pochi mesi come fino a quel momento immaginavano sia lei che il compagno. "Abbiamo pensato che quella caduta avesse compromesso la gravidanza e quindi abbiamo attivato il codice rosso" ci spiega Dina Pedone.

In quel pancione interpretato male, ora c'è una vita da salvare, c'è una creatura che ha un pezzo di testolina fuori e il corpicino ancora dentro: "Ci siamo resi conto che la giovane madre stava avendo una espulsione, si intravedono i capelli del bambino, abbiamo avuto così conferma dei nostri dubbi iniziali e cioè che stava portando a termine la gravidanza".

L'intervento e la nascita di Gerardo

Non c'è più tempo da perdere, il piccolo potrebbe non farcela. Gli operatori del 118 attivano il codice rosso mentre il bambino è incastrato e lotta tra il dono della vita e la morte prematura.

Da Orta Nova arriva l'auto medicalizzata, l'infermiere Salvatore Pasquariello e la soccorritrice Dina praticano le prime manovre su entrambi i lati della pancia; i secondi passano, sale la tensione e aumenta il dolore. Giovanni intuisce il pericolo, quindi sale sul letto e con una manovra fulminea estrae il bambino. 

Nessun vagito, Gerardo non respira, il colore della sua pelle e della mucosi è bluastro. Per un attimo il timore di averlo perso trafigge il cuore e la testa dei presenti ma Salvatore non si perde d'animo, prende il bimbo e gli pratica una aspirazione endotracheale.

Uno, due, tre, quattro, cinque volte e poi l'urlo di gioia. Gerardo è vivo e pesa quasi 3,2 kg. "E' stata una esperienza forte, un'emozione bellissima, da brividi, porteremo questo ricordo sempre con noi" chiosa Dina, che attribuisce il miracolo alla mano del Signore. 

infermieri croce ble-2

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