Picchiava la nonna disabile per denaro o futili motivi: arrestato nipote violento

Fine di un incubo per due nonni di San Severo, maltrattati dal nipote violento per denaro o per futili motivi. Il commissariato di San Severo ha messo fine alle continue torture

Polizia (foto da Ansa)

L’8 settembre il personale della Polizia di Stato del commissariato di San Severo ha tratto in arresto T.V., ventenne di San Severo, a seguito di ordine di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Foggia, con l’accusa di maltrattamenti. Il provvedimento si è reso necessario in seguito all’ennesimo atto di violenza commesso dal giovane nei confronti dei nonni.

Nipote picchia la nonna invalida, la chiamata alla polizia

Le indagini sono scattate a febbraio quando un equipaggio della sezione Volanti era intervenuta presso l’abitazione di due anziani coniugi per una lite in famiglia. All’arrivo della polizia, avevano riferito che il loro nipote, convivente da circa cinque anni, aveva picchiato la nonna invalida e costretta a muoversi con il girello, tirandole i capelli e colpendola alla testa con pugni, il tutto per futili motivi; uscito di casa, aveva poi danneggiato lo specchietto dell’autovettura in uso al nonno parcheggiata davanti all’abitazione. Gli anziani avevano aggiunto che non si trattava del primo episodio e precisato che il nipote spesso, per denaro o per futili motivi, li aveva aggrediti con spintoni, pugni sulla testa e schiaffi, costringendoli più di una volta a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso. Gli operatori intervenuti avevano constatato che anche tutte le porte interne ed i muri dell’abitazione risultavano danneggiati da atti vandalici.

La denuncia ne confronti del nipote

Esausti per i continui maltrattamenti, nei giorni successivi i due anziani avevano deciso di sporgere formale denuncia nei confronti del nipote, manifestando la volontà che venisse allontanato dalla loro abitazione. Gli ulteriori accertamenti effettuati, anche presso il locale Pronto Soccorso, hanno consentito di dare riscontro alle dichiarazioni dei denuncianti e di confermare che già da lungo tempo il nipote minacciava e ingiuriava i propri nonni, usando anche violenza fisica.

Il provvedimento di allontanamento dall’abitazione

La delicata attività di indagine portata avanti dal commissariato di San Severo, difficoltosa anche in considerazione della mancanza di testimonianze da parte dei vicini di casa, portava all’emissione  di un provvedimento di allontanamento dalla casa familiare con conseguente divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dai nonni paterni, emesso dall’Ufficio G.I.P. del  Tribunale di Foggia, nello scorso mese di luglio.

Un’altra aggressione all’anziana nonna

Nonostante tale provvedimento, il T.V. ha continuato a presentarsi a casa dei nonni alle ore più disparate,  tirando calci e pugni alla porta, sostenendo di avere fame e di doversi lavare, sempre con atteggiamento strafottente e violento, ma ricevendo sempre e comunque accoglienza dagli anziani, fino ai primi giorni del mese di settembre quando l’indagato, pretendendo di mangiare, ha colpito ancora una volta l’anziana nonna con un pugno alla testa, insultandola con i soliti epiteti gravemente offensivi .

La nuova denuncia e l’arresto dell’indagato

Esausto e spaventato, il nonno si è rivolto nuovamente agli agenti del commissariato di San Severo i quali accertavano che, peraltro, il T.V. non si era presentato al programma di educazione predisposto dai Servizi Socio Assistenziali; pertanto, su segnalazione degli ultimi episodi da parte del commissariato di San Severo, il Tribunale di Foggia - Ufficio G.I.P. ha emesso con urgenza la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti dell’indagato, che a suo ha carico qualche precedente penale per reati contro il patrimonio e sanzioni amministrative per uso personale di sostanze stupefacenti.

La fiducia nei confronti della Polizia di Stato

Tale risultato è stato raggiunto grazie alle denunce sporte, seppur a malincuore, dagli anziani e coraggiosi nonni, esasperati dalle continue aggressioni del giovane nipote; straordinario è stato il supporto prestato dal personale che ha operato, specializzato nella tutela delle cd. “fasce deboli”, diretto dal VQA Cristina Finizio; la vicinanza e l’ausilio costante ai due anziani in grave difficoltà, concretizzatisi anche nell’immediata ricezione della denuncia della signora presso la propria abitazione, su richiesta del coniuge che aveva rappresentato agli agenti l’impossibilità della donna ad uscire di casa perché invalida, hanno consentito di instaurare sin da un forte sentimento di fiducia e sicurezza nei confronti della Polizia di Stato.

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