Minacciava ristoratore: "Dammi i soldi o te la faccio pagare". Arrestato Raduano

L'uomo dovrà rispondere del reato di estorsione. Nel mirino di Raduano, un ristoratore del centro storico di Vieste. E' stato arrestato a Perugia

Matteo Raduano

Era tornato in libertà da un anno o poco più, dopo aver scontato circa 20 anni di carcere per omicidio, una brutta vicenda del 1993, una rapina sfociata nell’omicidio di Domenico D’Antuono, capostazione in servizio a Calenella, sul Gargano.

Da allora, il 44enne viestano Matteo Raduano - fratello di Marco, ritenuto elemento di spicco della criminalità garganica, già luogotenente del boss Angelo Notarangelo - ha iniziato a vessare un ristoratore del centro storico di Vieste. Da giugno ad agosto, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, l’uomo si presentava da lui ogni sera chiedendo piccole e imprecisate somme di denaro, accompagnate da minacce più o meno velate: “”Dammi i soldi, altrimenti te la faccio pagare!”, oppure “Ho fatto 20 anni di carcere, non ho più nulla da perdere” per avallare le sue intenzioni.

Oltre al ristoratore, il 44enne importunava anche la clientela che - infastidita - diminuiva giorno dopo giorno. Una sera, per la disperazione, la vittima gli ha consegnato una banconota da 20 euro, ma questo non è servito a rabbonire Raduano che, al contrario, ha alzato la posta (“Se vuoi continuare a lavorare, l’anno prossimo devi darmi 1000 euro al mese”) e, in una occasione, ha anche minacciato di dare fuoco all’intera attività. La vittima però non ha ceduto alla pressione delle minacce e ha denunciato l’accaduto ai carabinieri.

Avviate le indagini del caso, ad incastrare l’uomo – insieme a numerose testimonianze tra dipendenti e clienti del locale – anche i filmati del sistema di videosorveglianza dell'attività che hanno immortalato i vari "blitz" che Raduano metteva a segno all’interno del ristorante. Tutti questi elementi hanno permesso ai militari di raccogliere indizi utili per emettere il provvedimento restrittivo, eseguito con la collaborazione dei carabinieri di Perugia, poiché da alcune settimane Raduano si era trasferito nel capoluogo umbro. L’uomo dovrò rispondere del reato di estorsione.

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