Perde la testa per una insegnante, pubblica foto hot e la diffama sui social: arrestato finanziere

L'insegnante, sposata e con un figlio di 7 anni: "Non riesco più a vivere in questo modo". L'uomo, un 46enne, avrebbe provato a contattarla anche dopo l'arresto

Immagine di repertorio

Per 14 volte si sarebbe recata presso gli uffici dei carabinieri. Tredici volte nel giro 7 mesi per denunciare atti persecutori (stalking) e diffamazione subiti sempre dallo stesso uomo, un appuntato delle Fiamme Gialle in servizio presso il Comando provinciale di Foggia. Tredici volte più una, lo scorso lunedì mattina, per presentare una denuncia-querela dopo l’arresto del suo aguzzino (ai domiciliari), avvenuto due settimane fa.

E’ quanto vissuto da una insegnante di Apricena, diventata in breve tempo l’ossessione dell’uomo, un 46enne che - stando a quanto denunciato ai carabinieri della vittima - avrebbe messo in atto una vera e propria azione diffamatoria nei confronti della donna (sposata e con un figlio), rea di "aver respinto le sue attenzioni". Lo avrebbe fatto ad Apricena, dove la donna vive, e nel paese in cui la stessa lavora. Ma anche attraverso le “piazze” più popolate e chiacchierate del momento: i social network, sulle cui pagine l’uomo avrebbe spammato foto private e conversazioni avute la donna.

Per ampliare la portata delle ‘voci’, lo stesso avrebbe anche creato falsi profili, tutti puntualmente segnalati dalla vittima e indicati agli investigatori nelle varie denunce-querele. Secondo quanto raccontato dalla donna, l’uomo avrebbe per mesi divulgato contenuti personali (tra i quali anche foto  strettamente private o in intimo) a conoscenti e familiari della donna, compreso il marito, la madre e addirittura il figlio di soli 7 anni.

I due si erano conosciuti proprio attraverso le pagine di Facebook, ma le attenzioni del finanziere si sarebbero fatte troppo stringenti, nonostante - dichiara la donna - la frequentazione con le famiglie. Al tentativo della stessa di prendere le distanze, l’uomo avrebbe iniziato a diffamarla prima sul piano personale (additandola sostanzialmente come una ‘poco di buono’), poi su quello professionale (definendola non idonea a svolgere il ruolo di educatrice e minacciando la stessa di divulgare le foto in oggetto a scuola).

Quando gli atteggiamenti dell’uomo si sono definiti come persecutori, la 40enne ha raccontato tutto al marito, che l’ha accompagnata ad ogni denuncia. L’arresto dello scorso 18 agosto sembrava un nuovo punto di partenza per la vittima ma così non è stato: l’uomo ha continuato a diffamarla pubblicamente, continuando a pubblicare materiale che la riguardava personalmente sui vari social network e anche sul proprio stato whatsapp; non pago, avrebbe provato a contattarla attraverso l’app di messaggistica istantanea anche dopo l’arresto (circostanza denunciata lunedì mattina).

In questi mesi, l’insegnante ha subito “forti pressioni psicologiche", venendo "importunati al telefono anche mia madre e mio figlio di 7 anni per screditarmi ai loro occhi. Il tutto attraverso whatsapp, sia con messaggi normali che videochiamate”. Rabbia, ansia e paura fanno capolino tra le righe della quattordicesima denuncia: “Non riesco più a vivere in questo modo”, lo sfogo verbalizzato, nero su bianco, davanti ai militari che stanno seguendo la vicenda, per ricostruirne e accertarne dinamica e attendibilità.

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