Arrestato baby estorsore a San Severo dopo furti a San Nicandro Garganico

All'indomani del furto avvenuto in un garage alla vittima era arrivata la telefonata in cui l'estorsore chiedeva 2mila euro per la restituzione dell'utilitaria e del motociclo

Già noto alle forze dell’ordine, un 17enne di San Severo è stato arrestato per il reato di estorsione sulla scorta delle articolate indagini compiute dai carabinieri di San Nicandro Garganico che hanno permesso di accertare che nell’autunno 2011 il malvivente aveva posto in essere un’estorsione e una tentata estorsione per la restituzione di veicoli rubati.

Quella del “Cavallo di ritorno” è una pratica diffusa e che si sta espandendo anche tra i giovani. San Severo detiene il primato in Italia dei reati di estorsione.

Nell’ottobre del 2011 al comando del 112 di San Nicandro Garganico era stato denunciato il furto di una Opel Astra e di uno scooter rubati in un garage della cittadina garganica. Qualche giorno dopo però il denunciante si è recato in caserma per segnalare il rinvenimento “casuale” della vettura a San Severo. Ai militari la cosa è sembrata strana, tant’è che l’uomo poco dopo ha confessato di aver pagato 1500 euro per la restituzione dei mezzi.

All’indomani del furto infatti, alla vittima era arrivata la telefonata in cui l’estorsore chiedeva 2mila euro per la restituzione dell’utilitaria e del motociclo.

Dopo una lunga trattativa telefonica, l’estorsore ha minacciato di incendiare i veicoli se non avesse ricevuto la somma richiesta. Dopo aver chiuso la contrattazione a 1.500 euro, la vittima ha consegnato la busta con i soldi nei pressi di un edificio scolastico nel quartiere San Bernardino. Alla vittima è stata fatta ritrovare la vettura ma non lo scooter.

I militari del 112 sono riusciti a risalire al telefono utilizzato per compiere le estorsioni e a scoprire un ulteriore  tentativo di “cavallo di ritorno” posto in essere dal giovane - con analoghe modalità - in danno di una signora di San Severo alla quale era stata rubata una Lancia Y.

Proprio quel cellulare è stato ritrovato nel corso della perquisizione domiciliare effettuata dai militari in occasione dell’arresto. Il giovane è stato associato al Carcere minorile “Fornelli” di Bari ove nei prossimi giorni dovrà rispondere alle domande del magistrato.

 

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