Sms allo zio da cabina telefonica: “O paghi o vado…”, arrestato estorsore

E' accaduto in piazza Giovanni XXIII al quartiere Cep. Il pregiudicato, beccato con le mani sulla tastiera, aveva danneggiato l'auto della vittima bruciandola, forando le gomme e danneggiandola più volte

L'estorsore arrestato

“O paghi o vado…”. Benché incompleto, il messaggio che due giovani foggiani stavano digitando sulla tastiera di un telefono pubblico lascia ben poco spazio all’immaginazione. Infatti, è stato solo l’arrivo di una pattuglia della polizia, impegnata nelle ordinarie attività di controllo del territorio, ad impedire l’invio del messaggio estorsivo.

Uno digitava l’sms, l’altro era già pronto - cellulare alla mano – ad indicare il numero al quale inviare la missiva: troppo sospetta, per gli agenti, la presenza dei due giovani vicino al telefono pubblico, una delle poche cabine a scheda ancora in funzione, di quelle che ormai non usa più nessuno.

Sospetti che non si sono rivelati infondati quando, sopraggiunti alle spalle dei giovani, gli agenti della mobile hanno letto l’incipit del messaggio ancora sul display. Il tutto è accaduto intorno alle 13 di ieri, quando il personale della sezione antirapina della squadra mobile ha notato i due ragazzi nelle vicinanze della cabina telefonica di piazza Giovanni XXIII, al quartiere Cep.

Le indagini svolte nell’immediatezza dei fatti hanno permesso di risalire al destinatario del messaggio minatorio, uno zio acquisito di uno dei due giovani il quale, successivamente escusso a verbale, ha riferito agli agenti di aver ricevuto già lo scorso 26 marzo quattro messaggi minatori. Alle parole, seppur digitate, seguirono i fatti: due danneggiamenti in danno della propria autovettura (una Fiat Punto), prima il taglio dei quattro pneumatici il 3 aprile, poi l’incendio della stessa il 18 aprile, episodi regolarmente denunciati al comando dei carabinieri di Foggia.

LA CAUSA DELLE MINACCE - Secondo la ricostruzione effettuata dagli agenti di polizia, il tutto è nato da un incidente stradale che vedeva coinvolta, in prima persona, la vittima della tentata estorsione che, in quell’occasione, era in compagnia del nipote acquisito. Quest’ultimo si era proposto di occuparsi del disbrigo delle pratiche per ottenere un congruo risarcimento danni, in cambio di un congruo compenso.

Ma di fronte ad un premio riscosso esiguo – 750 euro che, a detta della vittima, a mala pena riuscivano a coprire le spese di riparazione dell’auto – anche il compenso si era drasticamente ridotto: dalle 200 euro inizialmente pattuite, alle 50 euro effettivamente ricevute. Da questo episodio, secondo gli inquirenti, sarebbe partita la catena di sms estorsivi, poi degenerata in veri e propri danneggiamenti in danno dell’auto, appena riparata.

Per il fatto, gli agenti della sezione antirapina della squadra mobile di Foggia hanno arrestato con l’accusa di tentata estorsione in flagranza di reato un 29enne foggiano, A.S. e denunciato in stato di libertà per danneggiamento e incendio.

Le indagini svolte, hanno permesso di accertare la completa estraneità ai fatti dell’altro ragazzo, conoscente dell’arrestato; presenza che ha consentito di chiarire parte dell’evento da addebitare totalmente al pregiudicato, ora associato alla casa circondariale di Foggia, a disposizione dell’autorità competente.

 

 

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • La piccola Alice non ce l'ha fatta: è morta la bimba di 6 mesi in vacanza con i genitori sul Gargano

  • Scossa di terremoto a Foggia e sul Gargano

  • Risucchiata dalle correnti bambina sprofonda giù, fratellino tenta di salvarla ma rischia di annegare. "Salvi per miracolo"

  • Incidente mortale: 20enne perde la vita in un terribile scontro frontale, nove persone ferite

  • Angelo non ce l'ha fatta: si è spento a 26 anni "un ragazzo fantastico". Due anni fa l'incontro con l'idolo Pippo Inzaghi

  • Attimi di terrore a Vieste: bimba di 6 mesi rischia di morire soffocata, sanitari le salvano la vita

Torna su
FoggiaToday è in caricamento