"Faccia d'angelo" ucciso ad Amsterdam: arrestato Carlo Magno, dietro l'omicidio contrasti e debiti sulla 'coca' colombiana

Saverio Tucci, 44enne manfredoniano, fu ucciso in Olanda il 10 ottobre 2017, con numerosi colpi di arma da fuoco. Il suo corpo fu trovato in una valigia, stivata nel retro di un'auto: ad indicarla fu il reo-confesso Carlo Magno, ora arrestato

Saverio Tucci

Omicidio del manfredoniano Saverio Tucci, ad Amsterdam; eseguita ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del presunto assassino. Nei giorni scorsi, i militari della Compagnia Carabinieri di Barletta hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Carlo Magno, classe 57, di Manfredonia, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, per l’omicidio del pluripregiudicato Tucci, anch’egli di Manfredonia, ritenuto vicino al clan Libergolis, ucciso ad Amsterdam il 10 ottobre 2017.

L’attività d’indagine, effettuata dai carabinieri della Compagnia di Barletta, sotto la direzione e il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, ha potuto contare sul  prezioso supporto dell’Ufficio europeo di cooperazione giudiziaria Eurojust e sulla  collaborazione della competente autorità giudiziaria dei Paesi Bassi, che ha dato il consenso al trasferimento in Italia dell’inchiesta. Tucci, 44 anni pregiudicato, venne ucciso ad Amsterdam  il 10 ottobre 2017: pochi giorni dopo, la polizia olandese fermava per l’omicidio il manfredoniano Magno, da molti anni residente in Olanda, soggetto noto agli inquirenti italiani per precedenti inerenti il traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

Saverio Tucci, detto “Faccia d’Angelo”, era già stato condannato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti nell’ambito della maxi indagine sulla mafia garganica denominata Iscaro-Saburo del giugno del 2004  ed era considerato dagli investigatori elemento di spicco del clan mafioso Libergolis contrapposto alla famiglia Romito. Il Tucci era già sfuggito in passato ad una serie di attentati. In particolare, nell’agosto del 2012 a Manfredonia, il 44enne riuscì a sfuggire alla morte, trovando riparo in un portone: stava svolgendo lavori di tinteggiatura e ristrutturazione di uno stabile quando una persona, a bordo di una vettura, gli sparò contro alcuni colpi di fucile.

Il corpo di Tucci, colpito da diversi colpi d’arma da fuoco, venne ritrovato dalla polizia olandese all’interno di una valigia riposta nel cofano di un’auto parcheggiata in un quartiere di Amsterdam.  A condurre gli investigatori in quel luogo fu Magno. Quest’ultimo, infatti, due giorni dopo il delitto, unitamente al proprio legale, si portò presso una caserma della polizia olandese per confessare il fatto di sangue, facendo ritrovare anche l’arma utilizzata per l’omicidio.

Magno venne quindi arrestato dalle autorità olandesi e sottoposto a diversi interrogatori nei quali dava conto dei rapporti con Tucci finalizzati all’importazione di cocaina dall’Olanda in Italia e delle forti divergenze intercorse tra di loro, per problemi legati a debiti di droga mai saldati con i fornitori colombiani. I suddetti contrasti culminavano nell’acceso diverbio che i due avrebbero avuto la mattina del 10 ottobre 2017, nel corso del quale Magno avrebbe, da ultimo, esploso all’indirizzo del Tucci numerosi colpi di arma da fuoco, uccidendolo.

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La polizia olandese era già sulle tracce dell’assassino di Tucci, in quanto allertata dai Carabinieri della Compagnia di Barletta, i quali, già da diverso tempo, monitoravano i movimentidel 44enne, in relazione ad una pregressa indagine per traffico di droga internazionale. Magno, a seguito del suo arresto, ha intrapreso un percorso di collaboratore di giustizia, fornendo un importante contributo alle indagini relative al quadruplice omicidio di San Marco in Lamis del 9.8.2017 (in cui hanno perso la vita Romito Mario Luciano e suo cognato De Palma Matteo, oltre ai due ignari passanti, i fratelli Luigi ed Aurelio Luciani), che hanno condotto all’arresto, in data 17.10.2018, di Giovanni Caterino, 38enne originario di Manfredonia, con l’accusa di concorso nel gravissimo fatto di sangue.

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