Lavoratori sfruttati per pochi euro: arrestato caporale, denunciata proprietaria del fondo agricolo

Un maliano di 37 anni trasportava i lavoratori stranieri in un fondo agricolo di proprietà di una donna di San Giovanni Rotondo, tra San Marco in Lamis e Foggia, e ritirava da loro cinque euro

Il caporale maliano

I carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di San Giovanni Rotondo, in collaborazione con i militari delle Stazioni di San Marco in Lamis e Rignano Garganico, nonché personale Spesal Asl Foggia, nella mattinata di giovedì scorso, al termine di un complesso servizio di osservazione e pedinamento protrattosi per oltre dieci giorni nelle campagne del Tavoliere al confine con i territori garganici, finalizzato al contrasto dell'odioso fenomeno del ‘Caporalato’, che vede lavoratori stranieri, in forte stato di bisogno, sfruttati  in condizioni precarie e assolutamente senza i minimi requisiti previsti dalla normativa di settore, hanno arrestato in flagranza di reato Senou Mohamoudoi, 37enne maliano, senza fissa dimora, ritenuto responsabile di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

I Carabinieri, ormai a perfetta conoscenza degli orari e dei luoghi di raccolta della manovalanza, di primissima mattina sono intervenuti al termine dell'ultimo pedinamento quando il furgone, ridotto in condizioni di assoluta inaffidabilità sotto il profilo della sicurezza e anche privo di copertura assicurativa, utilizzato quotidianamente per il trasporto degli extracomunitari, è giunto, come tutte le mattine precedenti, nel fondo agricolo, posto ai confini dei territori comunali di San Marco in Lamis e Foggia, di proprietà di P. N., 67enne di San Giovanni Rotondo.

Dagli accertamenti effettuati è subito apparso inequivocabile lo stato di assoggettamento dei lavoratori nei confronti del maliano, che peraltro riceveva le loro paghe dalla proprietaria per poi distribuirle al netto però delle "trattenute" per le spese di trasporto, tenendo quindi cinque euro per lavoratore dai quattro all'ora che a fine giornata spettavano. Lo stato di bisogno è stato invece dimostrato dalle condizioni in cui i lavoratori trascorrevano le poche ore di riposo, in un rudere privo dei più necessari servizi.

Al termine degli accertamenti l’uomo è stato portato al carcere di Foggia, mentre alla datrice di lavoro, che risponderà del concorso nello stesso reato, sono anche state contestate violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, con relative sanzioni per un totale di circa 17mila euro. Il furgone utilizzato dall’arrestato è stato sottoposto a sequestro penale, e sono in corso approfondimenti tecnici per verificarne la provenienza.

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