Col suo furgone trasportava braccianti negli uliveti: arrestato 'caporale'

Arrestato, per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, Abdullah Abdullah nato in Sudan, classe 1978, in possesso di permesso di soggiorno. Sequestrato il furgone utilizzato come "navetta" da e per i campi

Il furgone sequestrato

Ancora un caporale individuato ed arrestato, nel Foggiano. E' quanto scopereto lo scorso 18 ottobre, nell’ambito di un mirato servizio anti caporalato, durante il quale gli agenti della Squadra Mobile di Foggia ed i colleghi del commissariato di San Severo, con la collaborazione del NIL Carabinieri, hanno arrestato, per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, Abdullah Abdullah nato in Sudan classe 1978, in possesso di permesso di soggiorno.

Pregressi servizi di osservazione, avevano consentito agli operatori i accertare che Abdullah conduceva ogni mattina, con il proprio furgone,  numerosi braccianti agricoli di etnia africana presso varie aree agricole dislocate tanto sulla zona di Foggia, quanto in altre zone della provincia. L'operazione in questione è avvenuta in agro di San Giovanni Rotondo.

Il personale di polizia ha provveduto a bloccare un furgone in pessime condizioni, alla cui guida vi era Abdullah che trasportava 6 braccianti agricoli che, dalle 6 del mattino, avevano svolto attività lavorativa nei campi, provvedendo in particolare alla raccolta delle olive. I braccianti sono stati accompagnati in questura dove sono stati ascoltati. Le dichiarazioni acquisite hanno fornito ulteriori spunti investigativi circa il ruolo di “caporale" di Abdullah. La paga prevista era di 5 euro ad ora. Retribuzioni che risultavano pertanto totalmente difformi  dai contratti collettivi nazionali.

Oltre ad una palese violazione della normativa relativa all’orario di lavoro, si è altresì acclarato la sussistenza di violazioni  delle norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro. Contestualmente sono state effettuate alcune perquisizioni presso l’azienda agricola proprietaria del terreno ove i braccianti avevano terminato di lavorare. Tale arresto, che segue a breve distanza altro che ha riguardato un caporale gambiano, si inserisce in una continua ed incessante attività di contrasto del caporalato su tutta la provincia di Foggia, avviata oramai da tempo d’intesa con la Procura della Repubblica di Foggia.

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