Arrestato caporale: sfruttava connazionali e li trasportava come bestie nelle campagne di Foggia

Si tratta di Lassana Diakite di anni 50, fermato ad Amendola nel corso di un servizio anti-caporalato dei carabinieri alla guida di un furgone con a bordo 13 extracomunitari tra cui un maliano irregolare

Il furgone del caporale

Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro con impiego di lavoratore privo del permesso di soggiorno nonché resistenza a P.U.. Questi i reati per  cui un uomo originario del Mali, Lassana Diakite, da dieci anni in Italia, è stato fermato dai carabinieri della Compagnia di Foggia nell'ambito di uno specifico servizio di anti-caporalato nelle campagne di Manfredonia, in località Amendola, alla guida di un Ford Transit con targa bulgara, poco dopo aver caricato 13 cittadini extracomunitari di origine africana provenienti dalla baraccopoli abusiva sorta a ridosso del C.A.R.A. di Borgo Mezzanone, e alcuni anche ospiti di quest’ultimo.

Il 50enne, alla vista dei militari del 112 ha tentato anche la fuga, colpendoli con calci e pugni, ma è stato prontamente immobilizzato. La perquisizione personale e del mezzo ha poi consentito di rinvenire gli appunti attestanti il reclutamento degli extracomunitari, con una minuziosa contabilità riportante nominativi e cifre ad essi associati, che provano una organizzazione "imprenditoriale" nello sfruttamento dei lavoratori assoldati. I passeggeri erano per la maggior parte della stessa nazionalità dell’arrestato e uno di loro è risultato irregolare sul territorio nazionale. 

Di questi, interrogati dai militari con l’ausilio di un interprete, alcuni hanno dichiarato di essere al primo giorno d’impiego, altri da diverse settimane, e comunque nessuno è stato in grado di specificare il nome del datore di lavoro né il luogo ove prestavano la loro opera; contestualmente hanno anche ammesso di essere stati reclutati dal Diakite, intermediatore con i proprietari dei terreni, che provvedeva a trasportarli in loco con il proprio mezzo; gli accordi prevedevano inoltre che, una volta percepita la paga, una parte avrebbero dovuto corrisponderla al caporale e che questa sarebbe stata stabilita in base a quanto percepito.

Il loro trasporto era effettuato in condizioni lesive della dignità umana oltre che pericolose per l’incolumità dei trasportati e degli altri utenti della strada. Il furgone era anche privo sia della copertura assicurativa che dei documenti di circolazione. L’uomo, a seguito della convalida dell’arresto, è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. Le indagini proseguono per identificare i proprietari dei fondi agricoli che si servivano del lavoro clandestino (LA FOTO DELL'ARRESTATO)

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