Acquista cosmetici e bigiotteria con soldi falsi (e incassa il resto in banconote vere): donna arrestata per truffa

E' successo a Candela. La donna, originaria di Cerignola, è stata arrestata in flagranza con l'accusa di spendita di monete falsificate e truffa in concorso. Denunciati per gli stessi reati due complici, un uomo e una donna

Immagine di repertorio

Acquista cosmetici e bigiotteria con soldi falsi (e incassa il resto in banconote vere). Arrestata con l'accusa di spendita di monete falsificate e truffa in concorso una donna di 43 anni, originaria di Cerignola ma residente in provincia di Pavia, già nota alle Forze dell’ordine.

Il fatto è successo a Candela, dove lo scorso sabato, i carabinieri erano stati allertati dalla titolare di un negozio di bigiotteria di Candela che si era appena accorta della falsità di una banconota da 100 euro con la quale una donna, che si era da pochi istanti allontanata in auto, le aveva pagato alcuni cosmetici ed un paio di orecchini da bigiotteria, ricevendo oltretutto 78 euro di resto.

Le ricerche così tempestivamente avviate, hanno consentito ai carabinieri di rintracciare ancora in paese la Lancia Y sulla quale era stata notata salire la 43enne, e che a quel punto era insieme ad un uomo e ad un’altra donna. Nel corso del controllo, i militari hanno recuperato sia la merce acquistata fraudolentemente, che il denaro dalla stessa ricevuto come resto della banconota di grosso taglio risultata non genuina.

Accompagnata in caserma, al termine delle formalità di rito, la donna è stata dichiarata in arresto e, su disposizione della Procura della Repubblica, associata alla casa circondariale di Foggia, mentre la banconota sottoposta a sequestro è stata consegnata al Comando Carabinieri presso la Banca d'Italia per ulteriori accertamenti tecnici. 

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Dopo la convalida dell’arresto, il GIP del Tribunale di Foggia ha disposto per l’arrestata l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, mentre i suoi due complici, entrambi di origini pugliesi ma da tempo residenti in provincia di Milano, sono invece stati deferiti in stato di libertà alla Procura di Foggia per il concorso nel medesimo reato.

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