Tassi usurari al 400%: minacce e botte a giovane titolare di un pub, arrestato 37enne

La Guardia di Finanza ha arrestato, con l'accusa di estorsione e usura, un giovane commerciante di frutta e verdura presso il mercato “Rosati”, cui la vittima era stata costretta a cedere il suo avviato pub nel cuore di Foggia

La conferenza stampa

Negli anni, è stato costretto a versare denaro a tassi usurari superiori al 400%, trasformando un piccolo prestito di 2000 euro in un debito enorme, per il quale è stato costretto a cedere l’attività che sperava di salvare al suo aguzzino. Pochi mesi dopo, per avviare una analoga attività, è caduto nuovamente nella spirale usuraria, ma questa volta ha trovato la forza di denunciare tutto alla Guardia di Finanza.

E’ questa, in breve, la storia di un giovane imprenditore foggiano, titolare di un pub nel centro storico di Foggia, che ha denunciato ai finanzieri del Comando Provinciale del capoluogo dauno di essere, sin dal 2013, vittima di usura e, più recentemente, anche di gravi minacce e di una violenta aggressione ad opera del suo aguzzino - un giovane commerciante di Foggia, titolare di una rivendita di frutta e verdura presso il mercato “Rosati” -, arrestato in flagranza di reato dagli uomini delle Fiamme Gialle. Si tratta del 37enne Fabio Caggiano, il cui arresto è stato convalidato dal gip del Tribunale di Foggia che ne ha disposto la detenzione in carcere.

Il video-appello della GdF agli imprenditori foggiani

Due linee di prestito e tassi usurari folli: genesi di un incubo

Due differenti linee di prestito collegano vittima e indagato. La prima risale al 2013, quando l’imprenditore, a fronte di un prestito di appena 2.000 euro, avrebbe restituito all’usuraio, nel febbraio del 2017, oltre 43.000 euro: 24mila euro in contanti (frutto di un finanziamento ottenuto dalla Regione Puglia per sostenere l’attività), il resto mediante la cessione dell’attività economica (avvenuta mediante scrittura privata non registrata) e valutata per 19.000 euro. Due mesi dopo essere uscito - con le ossa rotte -  da questa spirale usuraria, nuove difficoltà economiche hanno costretto l’imprenditore, in grave stato di bisogno, a richiedere un ulteriore prestito di 5.000 euro, finalizzato ad avviare una nuova attività economica nei pressi della Cattedrale di Foggia. Prestito accordato, a condizione di ricevere delle fatture false a giustificazione della dazione e di essere assunto dall’impresa così da non destare sospetti in caso di controlli delle forze dell’ordine. Questa volta gli interessi imposti dall’usuraio ammontavano al 50% mensile, determinando dopo appena quattro mesi, alla fine di luglio 2017, un nuovo debito di circa 12.000 euro.

Un prestito che si è trasformato in un incubo

Dall’aggressione fisica alla “trappola” tesa dalla GdF

In breve tempo, le richieste di denaro avanzate dall’uomo si sono trasformate in minacce di ritorsioni fisiche (rivolte anche ai familiari della vittima) e concretizzatesi il 29 luglio, con una violenta aggressione ai danni della vittima, che sebbene malconcia preferì non farsi refertare in ospedale. All’esito di tale “confronto”, all’imprenditore usurato è stata concessa una breve dilazione di pagamento. Le gravi e reiterate violenze psicologiche, verbali e fisiche patite dall’imprenditore hanno determinato la necessità investigativa di “monitorare” l’incontro risolutivo tra l’usuraio e la sua vittima, fissato nella tarda mattinata del 12 agosto, all’interno dell’attività economica appena intrapresa dal denunciante. Su direttiva della Procura di Foggia, alla vittima è stata consegnata la somma convenuta per l’estinzione del debito - 11.800 euro - in banconote contraffatte e contrassegnate. Non appena l’imprenditore usurato ha consegnato i soldi falsi all’aguzzino, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Foggia hanno fatto irruzione nel locale mettendo in sicurezza il denunciante.

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Sequestrato denaro, denunciato presunto “fiancheggiatore”

Successivamente all’arresto, i finanzieri hanno perquisito i locali di pertinenza dell’indagato, riuscendo a sequestrare ulteriori 10.500 euro in contanti, parte dei quali abilmente occultati all’interno di una nicchia segreta ricavata nella cassetta di derivazione elettrica della cucina della sua abitazione a Foggia, e riuscendo ad identificare un suo complice, un operaio di Foggia, presso la cui abitazione sono stati rinvenuti ulteriori 2.300 euro ritenuti anch’essi provento di usura. All’esito di tali attività, le Fiamme Gialle di Foggia hanno tratto in arresto il 37enne, nella flagranza dei reati di estorsione ed usura (quest’ultima aggravata dalle circostanze secondo le quali la vittima versava in stato di bisogno e che svolgeva attività imprenditoriale) e denunciato a piede libero il suo complice per il reato di favoreggiamento reale. La perizia documentale svolta dai finanzieri ha stabilito, in relazione al prestito erogato tra l’aprile 2013 ed il marzo 2017, l’applicazione di un tasso di interesse del 439,85 % e con riferimento a quello dell’importo di 5.000 euro avvenuto nell’aprile 2017, la promessa di interessi pari al 512% del capitale.

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Arresto per usura: il commento di Pippo Cavaliere

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