"3mila euro o ti distruggiamo il vigneto!": restano in carcere i due braccianti accusati di estorsione

I carabinieri hanno notificato a Michele Piazzolla, di 34 anni, e Giovanni Mariano, di 25, entrambi di Barletta, una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Foggia per estorsione aggravata

Immagine di repertorio

Estorsione ai danni di un agricoltore di Trinitapoli, confermata la custodia cautelare in carcere per i due braccianti arrestati dai carabinieri. Lo scorso venerdì, infatti, i carabinieri hanno notificato ai braccianti Michele Piazzolla, di 34 anni, e Giovanni Mariano, di 25, entrambi di Barletta ed entrambi detenuti, una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 6 marzo scorso dal Gip del Tribunale di Foggia per estorsione aggravata.

I due barlettani erano stati arrestati in flagranza di reato dai militari dell’Arma nella tarda serata dello scorso 14 febbraio per l’estorsione aggravata commessa ai danni di un agricoltore, proprietario di un terreno a Trinitapoli.

Qualche ora prima lo stesso aveva denunciato di aver ricevuto una telefonata anonima durante la quale uno sconosciuto gli aveva imposto di lasciare in un punto ben preciso del proprio fondo 3.000 euro in contanti, altrimenti avrebbe subìto il danneggiamento di un vigneto. L’uomo, che avrebbe poi ammesso di aver ceduto ad un identico ricatto la settimana prima, perdendo così 5.000 euro, avendo finalmente capito quale fosse la reale soluzione al problema si era presentato dai carabinieri raccontando tutto.

In accordo con i militari, quindi, la vittima del vile ricatto aveva allora riposto il denaro in un secchio, lasciandolo nel luogo indicato, discretamente sorvegliato dai carabinieri. Al termine di una breve attesa i militari avevano visto i due complici che, arrivati a bordo di un'auto, dopo aver prelevato il denaro, si erano allontanati con la stessa auto, dirigendosi verso Barletta.

A quel punto i militari, usciti allo scoperto, avevano intimato l'alt per procedere al controllo dei due sospetti, i quali, anziché fermarsi, avevano bruscamente accelerato, innescando un inseguimento ad alta velocità, conclusosi nelle campagne di Barletta, dove erano finalmente stati bloccati ed identificati. L’immediata perquisizione veicolare aveva quindi consentito di recuperare il denaro, che era poi stato restituito alla vittima, e sequestrare il telefono cellulare utilizzato per la telefonata estorsiva. I due complici, dichiarati in arresto, dopo le formalità di rito erano stati ristretti presso la casa circondariale di Trani, dove sono tuttora detenuti.

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