"Voleva far saltare in aria l'intero condominio": aspirante suicida arrestato per atti persecutori e strage

Il fatto risale allo scorso febbraio, quando un uomo aveva saturato il suo appartamento con il gas di 6 bombole gpl. La circostanza aveva insospettito i carabinieri, che hanno poi scoperto: il piano doveva coinvolgere tutto il vicinato

Immagine di repertorio

Aveva tentato il suicidio saturando di gas il proprio appartamento, le indagini dei carabinieri svelano che il piano doveva coinvolgere tutto il vicinato: 70enne arrestato per atti persecutori e strage.

Ieri mattina, infatti, i carabinieri della Compagnia di Foggia hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale del capoluogo dauno, nei confronti di un uomo di Carapelle, che la notte dello scorso 23 febbraio aveva tentato di far esplodere il proprio appartamento al fine di uccidere sé stesso e tutti i condomini, con i quali aveva continui dissidi. Solamente il pronto e deciso intervento di carabinieri e vigili del fuoco, allertati per il forte odore di gas che proveniva dall'appartamento, aveva evitato che si verificasse il disastro.

Inizialmente ritenuto incapace di intendere e di volere, il soggetto aveva accettato di essere ricoverato presso il reparto di Psichiatria degli Ospedali Riuniti. Tuttavia, i carabinieri della Stazione di Carapelle e i colleghi della Sezione Operativa del NORM della Compagnia di Foggia, insospettiti dallo sproposito che per il tentativo di togliersi la vita l'uomo avesse impiegato addirittura sei bombole di gpl, avevano voluto andare fino in fondo, scoprendo che l’atto era stato premeditato, al culmine di una serie di atti persecutori posti in essere ai danni dei coinquilini, che per più di un mese erano stati vittime delle sue violenze verbali e minacce di morte, perché la deflagrazione coinvolgesse tutto lo stabile.

L'arrestato, che già nel 1983 era stato condannato a nove anni di carcere per un omicidio commesso al culmine di una lite con altri coinquilini dello stabile di edilizia popolare dove risiedeva, al termine delle operazioni è stato tradotto presso il carcere di Foggia, a disposizione della Procura della Repubblica cittadina, e dovrà rispondere delle accuse per atti persecutori e strage. Contestualmente al provvedimento restrittivo, il Comune di Carapelle ha provveduto a revocare l’assegnazione dell’appartamento per inadempienze contrattuali.

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