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VIDEO | Arrestati i Trisciuoglio: in manette il boss della 'Società Foggiana' e il figlio

Amica Foggia, operazione Piazza Pulita: entrambi in carcere per estorsione aggravata in concorso compiuta con l’aggravante del metodo mafioso 

 

Ieri mattina gli agenti della Squadra Mobile, Sezione Criminalità organizzata, hanno eseguito la cattura di Federico e Giuseppe Trisciuoglio, rispettivamente padre e figlio classe 1953 e 1977 in esecuzione di due provvedimenti di carcerazione emessi dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Bari. Il 64enne dovrà scontare sette anni e due mesi di reclusione, mentre il 40enne la pena di quattro anni e dieci mesi di carcere, entrambi per estorsione aggravata in concorso compiuta con l’aggravante del metodo mafioso.       

Amica, le assunzioni imposte e le minacce di morte

La condanna trae origine dall’operazione ‘Piazza Pulita’ condotta dalla Squadra Mobile nel 2010 e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari nel corso della quale si accertarono condotte estorsive del Trisciuoglio e dei suoi sodali ai danni di funzionari dell’azienda municipalizzata Amica (raccolta e smaltimento dei rifiuti) che all’epoca delle indagini era di proprietà del Comune di Foggia. Sostanzialmente imposero l’assunzione di loro sodali anche grazie all’intermediazione di esponenti politici locali che suggerirono i nominativi ai consiglieri di amministrazione. Si è accertato che molti degli assunti non si recavano al lavoro ma venivano regolarmente retribuiti e a loro carico non sono mai stati aperti procedimenti disciplinari  e/o di licenziamento; quando i funzionari dell’Amica tentarono di contestare dette mancanze,  Federico Trisciuoglio rispose con gravissime minacce di morte nei loro confronti.

Ecco chi è Federico Trisciuoglio

Per gli inquirenti Trisciuoglio “è pienamente inserito nell’organizzazione criminale di stampo mafioso denominata ‘Società’, capo del clan/batteria ‘Trisciuoglio-Prencipe-Tolonese’ attivo in città e del quale deve essere ritenuto esponente apicale in quanto figura storica della compagine, come emerge, dalle condanne per associazione mafiosa riportate nei processi storici alla criminalità organizzata foggiana denominati comunemente ‘Panunzio’ e ‘Day Before’; è, pertanto, persona di estrema, concreta, qualificata pericolosità sociale”. Si era messo in evidenza, alla fine degli anni Sessanta, sin da ragazzino, con un’impressionante escalation di reati commessi in concorso con soggetti che negli anni sono divenuti figure di rilievo dell’organizzazione mafiosa foggiana .

Nel maggio del 1991, fu raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari, su richiesta della locale D.D.A., unitamente ad altre 33 persone, in quanto ritenuto organico ad un sodalizio mafioso operante a Foggia e in provincia, responsabile di omicidi, traffico di stupefacenti, estorsioni, ricettazione, riciclaggio di auto rubate, usura, porto abusivo e detenzione di armi, munizioni ed esplosivi. Da quella data si registrano numerose denunce in stato di libertà e di arresto, quest’ultime operate in esecuzione di provvedimenti restrittivi emessi dall’Autorità Giudiziaria, tutte per associazione mafiosa. Da ultimo, l’arresto operato dalla Polizia di Stato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa nell’ambito delle indagini coordinate dalla DDA di Bari e connesse alla operazione ‘Osiride’ del 2006, che lo ha visto imputato e condannato insieme a Roberto Sinesi e Raffaele Tolonese, di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata alla commissione di estorsioni in danno di imprenditori nel settore delle onoranze funebri.

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