Mafia foggiana al tappeto: così la 'Squadra Stato' ha inferto un duro colpo a chi mortifica la città e ne impedisce la crescita

Un’operazione corale e composita, che ha colpito le varie ‘specialità’ del crimine foggiano, sia esso organizzato o comune: dalle estorsioni alle rapine violente passando per gli ultimi incendi e gli attentati dinamitardi

La conferenza stampa

Se ‘Decima Azione’ ha decapitato i vari gruppi della criminalità organizzata foggiana, l’operazione ‘Chorus’ - messa a segno all’alba di oggi da polizia, carabinieri e guardia di finanza - ne ha soffocato sul nascere qualunque tentativo di riorganizzazione sul territorio. Un’operazione corale e composita, che ha colpito le varie ‘specialità’ del crimine foggiano, sia esso organizzato o comune: dalle estorsioni alle rapine violente (il modo più veloce per battere cassa) passando per gli incendi e gli attentati dinamitardi degli ultimi tempi, letti dagli inquirenti come un “segnale di debolezza della delinquenza locale, che sta cercando spazio per ripristinare il controllo del territorio”.

Immgini, audio intercettazioni e commenti

Sequestrati anche micidiali ordigni esplosivi e armi e, cosa ancora più importante, le attività investigative hanno permesso di sventare un omicidio plurimo, ovvero la risposta per l’assassinio di Rodolfo Bruno, fatto di sangue inquadrato nella guerra di mafia riesplosa a Foggia. “Le risposte che tutti attendevamo sono arrivate”, ha spiegato il procuratore Ludovico Vaccaro. “Risposte che non riguardano solo le bombe e gli incendi delle ultime settimane, ma anche altre azioni criminose per reati tipici della criminalità foggiana. Una operazione corale, appunto, che è il risultato, immediato, dell’azione congiunta delle forze di polizia e della procura”. “Il messaggio quindi è forte e chiaro: lo Stato c’è e sta lavorando assai alacremente”, continua Vaccaro. “I nostri appelli iniziano a fare breccia e tra i cittadini si percepisce una voglia di reagire, alzare la testa. Perché le estorsioni e le bombe non colpiscono solo le vittime designate, ma l’intera economia del territorio. Insieme dobbiamo costruire un “ponte” tra le vittime e la magistratura, per aiutare loro a superare il fossato della paura e della tentazione di soccombere”.

Ordigni e incendi in città: gli arresti

“Questo è l’ennesimo segno di riaffermazione dello Stato sul territorio”, ha aggiunto il questore Mario della Cioppa. “Una squadra forte, compatta e determinata che sta mettendo a segni risultati importanti e altri ancora ne verranno: colpiremo la criminalità in tutti i suoi aspetti”, assicura.

“Questa operazione - riprende il colonnello Marco Aquilio, comandante provinciale dei carabinieri di Foggia - colpisce tutti quei reati che mortificano e impoveriscono il territorio: rapine violente e intimidazioni che colpiscono l’intera città”.

E tra i risultati di rilievo raccolti durante le attività di indagine vi è un omicidio di mafia plurimo, sventato grazie all’attività di intercettazione che ha permesso alla guardia di finanza di individuare e fermare l’intero commando. “Si tratta della risposta all’omicidio di Rodolfo Bruno, messo a segno sul finire dello scorso anno”, spiega il colonnello Ernesto Bruno, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Foggia. “Siamo riusciti a fermare l’itero commando, compreso il presunto mandante ed il presunto killer, ritenuto vicino alla criminalità campana, in quanto ritenuto braccio destro del boss Francesco Panìco”.

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