Blitz nel 'vicolo dello spaccio', così marito e moglie rifornivano acquirenti davanti ai figli piccoli: basta citofonare per avere una dose

Attività dei carabinieri in pieno centro storico, a Lucera. Arrestati marito e moglie, che gestivano le cessioni anche davanti ai figli minorenni. Coinvolti altri due soggetti, destinatari dell'obbligo di firma

Il vicolo dello spaccio

Lui disoccupato, lei casalinga con cinque figli a carico. Per sostenere la famiglia avevano messo su una intensa attività di spaccio di cocaina a due passi dal Duomo di Lucera. Attività che avveniva in tutte le ore del giorno e della notte, anche alla presenza dei figli della coppia, tutti minorenni, di età compresa tra i 4 ed i 17 anni.

Immagini video dello spaccio nel vicolo della droga

La stradina in cui vive la coppia, proprio alle spalle della cattedrale, era diventata in breve tempo “il vicolo dello spaccio”, dove bastava citofonare per avere la propria dose direttamente dalla finestra a piano terra. E’ quanto scoperto dai carabinieri della Compagnia di Lucera, all’esito di una attività di iniziativa durata circa 40 giorni, nel corso dei quali sono state documentate oltre 90 cessioni. Tra gli acquirenti, la vasta platea che popola la piazza centrale di Lucera, per lo più studenti (anche minorenni). Per il fatto, i militari hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Foggia su richiesta della Procura della Repubblica, che dispone la custodia in carcere a carico dei coniugi lucerini Vincenzo Aquilano, 36enne, e Maria Lucia De Palma, 33enne, e la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria a carico di Vincenzo Colasanto, 26enne cognato della coppia, e Raffaele Valentino, 52enne, residente nel vicolo, tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, del reato di spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina e hashish.

Il provvedimento giunge al termine di una complessa attività investigativa condotta, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Foggia, dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile e della Stazione di Lucera tra i mesi di ottobre e dicembre dello scorso anno. Le indagini sono partite a seguito di numerosi sequestri di stupefacenti durante tutto il 2018, effettuati dai militari dell’Arma nell’area del centro storico di Lucera - in modo particolare nelle adiacenze della Cattedrale, come piazza Oberdan, vico Prignano, via Schiavone, via Gramsci, via D’Angicourt, ma pure della villa comunale - che hanno consentito di acclarare la diffusione del preoccupante fenomeno del consumo di stupefacenti soprattutto tra i più giovani, e che hanno condotto, tra le altre cose, anche all’arresto in flagranza di due persone, una delle quali minorenne, trovate in possesso di significativi quantitativi di stupefacente.

D'intesa con la Procura della Repubblica era stata così avviata un’attività tecnica che ha portato ad accertare l’esistenza di un fiorente traffico di cocaina gestito dalla coppia, documentato da oltre 90 cessioni in quattro settimane. Le cessioni avvenivano a qualsiasi ora del giorno e della notte, anche con modalità particolarmente sfrontate, tanta era la convinzione della coppia di trovarsi in un fortino inespugnabile. Colasanto, addirittura, oltre ad avere un ruolo attivo nello spaccio, spesso vigilava il vicolo, effettuando vere e proprie ronde per scongiurare brutte sorprese da parte dei carabinieri. In un’occasione, dopo aver scorto due persone a lui sconosciute - in realtà erano dei militari in abiti borghesi - si era avvicinato loro chiedendo chi fossero e le ragioni della loro presenza lì.

E tale era la certezza degli acquirenti di trovare la disponibilità di cocaina che quasi mai fissavano appuntamenti telefonici con la coppia - cosa che ha reso ancor più complicata l'indagine - presentandosi direttamente presso la loro abitazione, come se quello fosse un vero e proprio supermarket della droga. In un episodio, addirittura, i carabinieri avevano avuto modo di notare un uomo fermarsi in auto e suonare il clacson sotto casa e, poco dopo, uscire Aquilano per consegnargli della cocaina, poi sequestrata dai militari a scopo di riscontro. In un’altra circostanza De Palma, che stava rientrando a casa dopo aver prelevato il figlio a scuola, notato un acquirente in attesa non aveva esitato a cedergli dello stupefacente che teneva in borsa, nonostante la presenza del bambino.

Ancora, in un’occasione una dose di cocaina era stata ceduta ad un migrante di origine senegalese giunto in bici presso l’abitazione, “accolto” dal Colasanto che, nei panni di sentinella, sorvegliava vico Prignano. Ma un’altra sorpresa attendeva gli investigatori: sebbene l’attività tecnica fosse "dedicata" ai due coniugi è stato possibile riscontrare l’attività di spaccio anche di un loro vicino di casa, Raffaele Valentino. Ad far scattare il sospetto che anche lui fosse dedito al commercio di sostanze stupefacenti era stato un uomo che, dopo essere entrato nella sua abitazione, ne era uscito con atteggiamento estremamente circospetto, controllando con cura qualcosa che teneva in mano: immediatamente bloccato da personale in borghese, era stato trovato in possesso di hashish. Così si è giunti ai provvedimenti. Gli arrestati sono stati associati presso Casa Circondariale di Foggia, a disposizione dell’autorità competente.

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