Sangue e violenza a Lucera, 20enne 'punito' con tre colpi di pistola alle gambe: arrestati 'ragazzi terribili'

Il fatto risale all'agosto scorso. I carabinieri hanno ricostruito la vicenda nonostante i depistaggi dei membri delle due comitive di giovani coinvolte. Sequestrata una pistola. Al fatto aveva assistito la madre di uno degli arrestati

Dalle immagini delle telecamere

Lucera ancora nel mirino per 'ragazzi terribili', sangue e violenza nelle vie del centro storico. Dopo gli arresti di alcune settimane fa, i carabinieri della Compagnia di Lucera - supportati dai militari dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori Puglia - hanno dato esecuzione, nella mattinata odierna, ad un’ordinanza applicativa di misura cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Foggia, che dispone la custodia in regime di arresti domiciliari a carico di altri tre giovanissimi, ritenuti responsabili del reato di lesioni aggravate in concorso e porto abusivo di arma comune da sparo.

VIDEO | Le immagini che hanno incastrato i tre giovani

Si tratta di Francesco Pepe, 22enne, Vincenzo Cenicola, 18enne - entrambi gravati da precedenti di polizia - e Edoardo Enzo Mentana, 18enne, incensurato. Il provvedimento giunge all’esito di un’attività investigativa condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, scaturita da un gravissimo episodio di violenza accaduto durante lo scorso mese di agosto nel cuore della cittadina federiciana.

L’inquietante fatto di sangue si è verificato nella nottata del 4 agosto scorso, nella centralissima e affollatissima Via Gramsci: i tre giovani, dopo aver parcheggiato l’auto, si sono messi alla ricerca di Luigi Bevilacqua - già noto agli investigatori e destinatario di un provvedimento restrittivo eseguito il 29 novembre scorso - trovandolo in uno dei locali di via Amicarelli in compagnia di alcuni amici e delle rispettive fidanzate. Pepe, Mentana e Cenicola hanno così “invitato” la vittima ed uno dei suoi amici a seguirli in Via Gramsci: ne è nata una discussione, forse figlia di vecchi dissidi tra i due gruppi, i cui toni si sono accesi sempre più, fino a divenire incandescenti.

Francesco Pepe, improvvisamente e incurante dei numerosi passanti e delle auto in transito, ha esploso alcuni colpi d’arma da fuoco, di cui almeno tre hanno attinto alle gambe Luigi Bevilacqua. Pepe, insieme ai suoi complici, si è quindi diretto verso la sua macchina, per poi darsi alla fuga per le vie del centro storico. Ancora una volta a sconvolgere è stato il totale disinteresse di chi ha assistito impassibile agli eventi: nessuno, infatti, si è preoccupato o di dare segnalazione dell’accaduto alle Forze di Polizia. Ancor più incredibile quanto è accaduto in seguito: il gruppo composto dalla vittima, dai suoi amici e dalle rispettive fidanzate, tutti appena diciottenni, si è incamminato nuovamente per Via Gramsci per poi giungere, in un secondo momento, presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Lastaria di Lucera.

In tale circostanza tutto il gruppo ha fornito una versione di fantasia dei fatti al fine di ostacolare le attività di indagine che sarebbero inevitabilmente scaturite: i giovani - alcuni dei quali appena diciottenni - hanno tutti riferito che il ferimento era avvenuto nei pressi della stazione ferroviaria di Foggia per mano di un extracomunitario, che avrebbe sparato dopo una banale discussione sorta perché gli era stata negata una sigaretta. L’intervento dei carabinieri, dunque, vi è stato solo in un secondo momento, quando sono stati informati dal personale sanitario del 118: questo, tuttavia, non ha impedito agli investigatori di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti, sebbene non vi fossero informazioni utili da cui partire.

Gli uomini dell’Arma hanno così immediatamente avviato un’attività tecnica presso l’Ospedale di San Severo - ove nel frattempo la vittima era stata trasferita - da cui è stato possibile risalire all’esatto luogo del ferimento, sconfessando così le dichiarazioni rese nell’immediatezza dei fatti. È anche emerso come la vittima avesse manifestato l’intenzione di far sparire, in qualche modo, le immagini prodotte dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona dell’agguato. I militari hanno quindi dovuto effettuare una vera e propria corsa contro il tempo per acquisire tutte le immagini dagli impianti  presenti in Via Gramsci, che si sono rivelate di fondamentale importanza per il successivo sviluppo dell’indagine: in tale modo è stato possibile identificare gli autori del reato.

Singolare pure quanto emerso dalla visione dei filmati: è stato infatti accertato come agli eventi del 4 agosto avesse assistito anche la madre di uno degli arrestati, che si trovava proprio sul luogo dell’agguato insieme al compagno. Durante le operazioni di perquisizione, inoltre, è stata rinvenuta presso l’abitazione del Pepe una pistola assemblata artigianalmente, con matricola abrasa, completa di 18 colpi calibro 9x21: per tale motivo il giovane è stato tratto in arresto nella flagranza del reato di detenzione di arma clandestina. Mentana e Cenicola, dopo le formalità di rito espletate presso la caserma di Via San Domenico, sono stati associati presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari; Francesco Pepe, in virtù del rinvenimento dell’arma, è stato invece associato presso la Casa Circondariale di Foggia, ove resterà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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