Un ragazzo in coma e due incensurati fermati: versioni e testimonianze contrastanti, è giallo sulla 'rissa' in discoteca

Finiscono ai domiciliari due ragazzi di 24 e 25 anni, accusati di lesioni gravissime. Assistiti dall'avvocato Antonio Ciarambino si dichiarano innocenti

Immagine di repertorio

Cosa è accaduto esattamente lo scorso venerdì notte nel locale “Le Stelle”, in via Trinitapoli, a Foggia, resta un punto interrogativo. Aggressione, rissa, fatalità? Tutte ipotesi in qualche modo accoglibili, così come le testimonianze rese, plausibili ma in stridente contrasto con loro.

L’unica cosa certa, ad ora, è che un ragazzo di 25 anni, di Cerignola, è ricoverato in ospedale, a San Giovanni Rotondo, con un grave trauma cranico commotivo, ed altri due sono agli arresti domiciliari con l’accusa di lesioni gravissime. “Ma hanno rigettato ogni accusa e si sono dichiarati innocenti”, precisa l’avvocato Antonio Ciarambino, difensore di Francesco Stallone e Michele Verderosa, foggiani di 24 e 25 anni. Nell’immediatezza dei fatti, i due erano stati sottoposti a fermo, non convalidato dal giudice poiché - ha spiegato l’avvocato - “non vi era alcun pericolo di fuga. Ma ha ritenuto sussistenti indizi di colpevolezza”.

Disposti quindi gli arresti domiciliari per i due, entrambi incensurati. Mettendo insieme le varie tessere del mosaico, tutto sarebbe scaturito da un urto (involontario) avvenuto sulla pista da ballo: Stallone e Verderosa stavano ballando con due ragazze conosciute quella sera - era in corso una festa di studenti universitari - quando Verderosa avrebbe dato una ‘spallata’ alla vittima, scusandosi immediatamente. Da questo punto in poi, due versioni dei fatti completamente opposte: quella dei due indagati, che sostengono di essere stati accerchiati da un gruppo di ragazzi di Cerignola, come la vittima, che li avrebbero affrontati a muso duro rimediando anche qualche ‘botta’ (i due avrebbero riportato rispettivamente graffi in viso e un breve calo dell’udito per un colpo ricevuto).

Diversa la versione fornita da alcuni testimoni, secondo i quali, dopo lo screzio avuto sulla pista da ballo, Verderosa e Stallone avrebbero continuato a colpire con calci e pugni il 25enne, anche quando quest’ultimo era a terra. Scava scava, qualcuno ha evidenziato anche le ‘competenze’ pugilistiche di Verdersa “che però- puntualizza a FoggiaToday il legale - ha effettuato questo sport in passato e non sale su un ring da più di 5 anni. Inoltre, avendo praticato lo sport, ne osserva una certa etica”. I presenti hanno riferito di ‘colpi ricevuti’ in modo generico; ai due giovani difesi dall’avvocato Ciarambino (che non si sono tirati indietro e, dinanzi al gip, hanno risposto a tutte le domande), infatti, si è arrivati per una concatenazione di informazioni.

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Cosa certa è i due ragazzi - “lucidi e padroni a loro stessi” - non hanno avuto contezza di quanto accaduto al loro coetaneo: dopo il diverbio, infatti, si sono allontanati senza intuire la gravità della situazione. Circostanza confermata da altri testimoni che hanno riferito che il giovane si è “accasciato al suolo” in un secondo momento. Intanto, per il 25enne le condizioni restano gravi ma stabili. E’ in coma farmacologico e non si esclude possa essere sottoposto ad un nuovo intervento chirurgico. La zona in cui sarebbe avvenuta l’aggressione (non viene al momento contestata la circostanza della rissa) non è dotata di telecamere per la videosorveglianza ed il lavoro degli inquirenti si dovrà basare su un certosino lavoro di incrocio di informazioni, verifiche e testimonianze.

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