Blitz nell'ex distretto militare occupato abusivamente: scoperchiata la base logistica della malavita

Eseguita una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sette soggetti responsabili, a vario titolo, di spaccio e detenzione di stupefacenti, detenzione illegale di armi e ricettazione

Il blitz (foto di Roberto D'Agostino)

L’ex Distretto Militare di via Fuiani, a Foggia, trasformato in base logistica di un gruppo criminale dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti, alla ricettazione di prodotti provenienti da furti ai negozianti del capoluogo nonché alla detenzione illegale di armi. E' quanto emerso dal blitz della Guardia di Finanza, all'esito di una indagine della Procura di Foggia, che all'alba di oggi ha rivoltato i locali della vecchia caserma ‘Cesare Oddone’ come un vecchio calzino: le fiamme gialle hanno potuto eseguire così tre diversi provvedimenti emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia.

In primo luogo, è stata eseguita una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sette soggetti - dei quali 6 residenti a Foggia ed uno a Cerignola - responsabili, a vario titolo, di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi e ricettazione. Ancora, è stato eseguito il sequestro preventivo, con conseguente sgombero degli occupanti, dell’intera struttura che, dal 2015, era passato nella disponibilità del Comune di Foggia per essere utilizzato in risposta a “finalità pubblico-istituzionali ad uso diretto dell’Ente”, ma da diversi anni occupato abusivamente da 24 nuclei familiari.

A rispondere, a vario titolo, dei reati sono i foggiani Nicola Vinnolo di 26 anni, torquato Ariostini di 51 e Matteo La Gatta di 25. Ancora, arrestati Alessandro Scopece di 30 anni, Domenico Marino di 43 e leonardo Pompa di 20. Tra i sette indagati figura anche un uomo di Cerignola: si tratta di Angelo Racanati di 47 anni. Hanno tutti precedenti specifici per droga.

BLITZ NEI LOCALI DELL'ILLEGALITA': IL VIDEO

In ultimo, è stato eseguito il sequestro per equivalente della somma di € 360.961,56 a carico di tre dirigenti pro-tempore del Comune di Foggia (LEGGI I DETTAGLI DEL CASO).  Alle attività, tuttora in corso, hanno preso parte 150 uomini delle fiamme gialle, 80 agenti della polizia e altrettanti carabinieri per garantire il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, oltre a unità dei vigili del fuoco, della polizia municipale e del 118. In particolare, i Finanzieri del Gruppo di Foggia, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, hanno accertato che la base logistica del gruppo criminale era collocata in un luogo insospettabile: nell’ex distretto militare di Foggia diventato un vero e proprio distretto dell’illegalità.

L'OPERAZIONE 'RICONQUISTA' RIPRESA DALL'ALTO

Tre degli arrestati ed alcuni degli indagati vivono con i propri parenti all’interno dell’ex Distretto Militare di Foggia, luogo di riferimento per l’attività di trasporto, detenzione e confezionamento di sostanza stupefacente, in prevalenza cocaina, ma anche hashish e marijuana. Il gruppo criminale utilizza infatti la sede dell’ex Distretto Militare per coordinare e organizzare anche materialmente l’attività di spaccio, garantito dall’impenetrabilità delle mura che circondano il luogo e dalla presenza di un alto cancello di chiusura del cui telecomando ha la disponibilità solo chi vive nell’immobile. 

Si tratta di un gruppo che ha un modus operandi che si caratterizza per una serie di automatismi che fanno comprendere come lo svolgimento dell’attività illecita, monitorata per meno di un anno (settembre 2014-dicembre 2015), sia consolidata nel tempo e funzionale all’obiettivo di conquistare  sempre maggiori fette di mercato. Significativo in tal senso è l’utilizzo di un lessico intriso di metafore ed allusioni comprensibili, nell’intenzione di chi comunica, al solo interlocutore e altrettanto significativa è l’esistenza di un telefono “dedicato” ai rapporti con fornitori e consumatori, telefono che i correi si scambiano nello svolgimento dell’attività.

La Procura della Repubblica, a conclusione delle indagini, oltre all’applicazione delle  misure cautelari personali e al sequestro dell’immobile, cui si è fatto cenno in premessa, ha chiesto ed ottenuto dal GIP presso il Tribunale di Foggia il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente fino alla concorrenza della somma di € 360.961,56 a carico di tre dirigenti pro-tempore del Comune di Foggia responsabili di aver autorizzato, nel tempo, il pagamento ai fornitori, da parte dell’Ente, delle utenze relative al complesso immobiliare in argomento. La valutazione relativa alle ulteriori somme indebitamente corrisposte dal Comune di Foggia, poiché riguarda reati ormai prescritti, è stata devoluta alla Procura Regionale della Corte dei Conti cui sono stati trasmessi gli atti.

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