Sorpresa nel cimitero delle auto rubate: “spuntano” anche armi e droga, quattro arresti

Un vero e proprio sito di stoccaggio e smontaggio di auto rubate, "arricchito" dalla presenza di una serra per la coltivazione della marijuana e da difendere con armi clandestine. L'operazione dei carabinieri

Il luogo del blitz

Un vero e proprio sito di stoccaggio e smontaggio di auto rubate, "arricchito" dalla presenza di una serra per la coltivazione della marijuana e da difendere con armi clandestine: questo è quanto è stato scoperto nella giornata di ieri a Faeto, dai carabinieri di Lucera, e che ha portato all’arresto di quattro persone.

Si tratta di Pasquale Mauri, Giovanni La Nave e i gemelli Agostino e Maurizio Campanielli, quattro giovani del posto di età compresa tra i 25 e i 33 anni, tutti sostanzialmente incensurati. L’operazione è stata condotta dai militari della Stazione di Faeto, attivamente supportati dai colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile e della Stazione di Biccari.

Gli uomini dell’Arma, dopo diversi giorni di appostamento sui monti che circondano l’ameno paese dell’Appennino Dauno, sono intervenuti nell’abitazione del Mauri, in zona impervia e di difficile accesso, sorprendendo i quattro giovani nell’atto di smontare un’Audi A1, risultata rubata a Foggia nella nottata dello scorso 28 marzo.

Tre di essi, vistisi scoperti, hanno tentato una goffa e maldestra fuga, durante la quale hanno anche cercato di salire a bordo di un autobus delle Ferrovie del Gargano per far perdere le proprie tracce, ma sono stati raggiunti e bloccati, in condizioni di piena sicurezza, dai carabinieri. 

I militari hanno così proceduto ad ispezionare con cura l’intero sito, rinvenendo attrezzatura professionale, tra cui si segnala un argano per il sollevamento dei motori, nonché altri vetture già smontate e ridotte a carcassa: due Audi di grossa cilindrata, una 500X ed una Peugeot 208, tutte provento di furti commessi tra Foggia e Lucera nell'ultimo mese.

L’attività ha consentito pure di scoprire come in un vano garage pertinente lo stabile, i quattro avessero allestito una vera e propria serra, realizzata mediante coibentazione delle pareti e installazione di caloriferi, potenti lampade e addirittura termometri per il controllo della temperatura: all’interno vi erano ben 50 piante di marijuana, dell’altezza di un metro circa, nonché un frammento di cocaina del peso di circa 20 grammi.

All’interno dell’abitazione del Mauri, inoltre, occultati in una camera da letto, sono stati rinvenuti una carabina con matricola abrasa e un fucile a canne mozze, modificato anche nell’impugnatura, in perfetto stato di efficienza, completi di 50 cartucce. La perquisizione è stata poi estesa nelle residenze degli altri giovani: in particolare, presso l’abitazione del La Nave, sono stati rinvenuti ulteriori 10 grammi di cocaina e 20 di hashish, nonché la somma contante di 3.000 euro.

I quattro sono stati così accompagnati in caserma per gli accertamenti di rito e, alla luce della inequivocabile flagranza dei reati da loro commessi, sono stati dichiarati in stato di arresto. Gli arrestati si trovano attualmente ristretti presso la Casa Circondariale di Foggia, e sono in atto ulteriori accertamenti tesi ad individuare eventuali loro responsabilità in altri crimini commessi nel lucerino e nell’area dell’Appennino Dauno.

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