100mila euro "per star tranquilli" e richiesta di terreni "perché qui comando io": così i Lanza terrorizzavano gli agricoltori

I due, padre e figlio, dovranno rispondere del reato di tentata estorsione ai danni di due imprenditori agricoli della zona. Ora sono agli arresti domiciliari

Immagine di repertorio

Centomila euro "per stare tranquilli" e pressioni e minacce ai danni di un agricoltore per la cessione in fitto di qualcuni terreni "perchè questa è zona mia e comando io".

Due episodi cristallizzati dagli agenti della squadra mobile di Foggia, nell'ambito di un’articolata attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, che ha portato all'esecuzione di un’ordinanza impositiva della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale di Foggia, per il reato di tentata estorsione nei confronti di Mario Lanza, nato a Foggia classe 1957, pregiudicato e del figlio Antonio, nato a Foggia, classe 1980, entrambi soggetti contigui ad elementi di primo piano della criminalità foggiana.

L’attività investigativa svolta ha consentito di acclarare la responsabilità di padre e figlio in ordine a due richieste estorsive poste in essere ai danni di due imprenditori agricoli nel dicembre 2018 e nel gennaio scorso. Nella prima richiesta estorsiva, hanno accertato gli inquirenti, Antonio Lanza intimava a due fratelli imprenditori agricoli  di consegnargli la somma di 100.000 euro "per stare tranquilli", avvertendoli nell’occasione che altrimenti avrebbero subito gravi conseguenze sia su beni di loro proprietà, che sulle loro persone.

Grazie alle svariate attività tecniche già da tempo avviate sui due e ad un mirato servizio di osservazione posto in essere da personale della Squadra Mobile di Foggia, i due Lanza sono stati notati interloquire nei pressi di una stazione di servizio con una delle vittime, acquisendo in tal modo fondamentali elementi di reato a carico dei due, circa la richiesta estorsiva formulata nei confronti dell’imprenditore agricolo.

L’altra condotta estorsiva contestata con l’ordinanza eseguita nella mattinata del 16 aprile veniva posta in essere nello scorso mese di gennaio, quando Mario Lanza, in compagnia del figlio Antonio, affrontava un altro imprenditore agricolo foggiano - al quale già in precedenti occasioni aveva inutilmente chiesto di concedergli in fitto alcuni terreni di sua proprietà - facendo valere la sua caratura criminale ed i suoi collegamenti con elementi di spicco della criminalità organizzata foggiana ed intimandogli  a cedere i terreni di suo interesse. Anche tale richiesta estorsiva veniva acclarata e documentata grazie ad attività tecniche e servizi di osservazione e pedinamento. All’ennesimo diniego dell’imprenditore, Mario Lanza ribatteva: "Tu non hai capito niente.. questa è zona mia e comando io .. e li dovevi dare a me .. adesso ti dico che la sono io… e la sono io.. e la sono io… adesso vai a ricorrere a Foggia da chi vuoi...”.

L’ovvio motivo per cui l’imprenditore agricolo non aveva mai ceduto alla richiesta di cessione dei terreni ai Lanza era da ricondurre alla circostanza che una volta entrati in possesso dei terreni i due, in forza della loro fama criminale e delle note amicizie nel circuito criminale foggiano, non avrebbero mai pagato alcun corrispettivo. Al termine delle formalità di rito, i due sono stati condotti presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari.                                  

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