"3mila euro o ti distruggiamo il vigneto": agricoltore denuncia estorsori, inseguiti e arrestati braccianti

Per il fatto, i carabinieri di Trinitapoli hanno arrestato in flagranza, per il reato estorsione aggravata, due braccianti agricoli di Barletta, Michele Piazzolla, di 34 anni, e Giovanni Mariano di 25. Recuperato il denaro richiesto

Immagine di repertorio

Due braccianti arrestati per estorsione ai danni di un agricoltore. E' quanto accaduto a Trinitapoli, lo scorso venerdì, quando i carabinieri hanno arrestato in flagranza per estorsione aggravata due braccianti agricoli di Barletta, Michele Piazzolla, di 34 anni, e Giovanni Mariano di 25.

Qualche ora prima, un agricoltore, proprietario di un terreno a Trinitapoli, aveva denunciato di aver poco prima ricevuto una telefonata anonima durante la quale uno sconosciuto gli aveva imposto di lasciare in un punto ben preciso del proprio fondo 3.000 euro in contanti, altrimenti avrebbe subìto il danneggiamento di un vigneto. L’uomo, che avrebbe poi ammesso di aver ceduto ad un identico ricatto la settimana prima, perdendo così 5.000 euro, avendo finalmente capito quale fosse la reale soluzione al problema si era presentato dai carabinieri raccontando tutto.

In accordo con i militari, quindi, la vittima del vile ricatto aveva allora riposto il denaro in un secchio, lasciandolo nel luogo indicato, discretamente sorvegliato dai carabinieri. Al termine di una breve attesa i militari avevano visto i due complici che, arrivati a bordo di un'auto, dopo aver prelevato il denaro, si erano allontanati con la stessa auto, dirigendosi verso Barletta. A quel punto i militari, usciti allo scoperto, avevano intimato l'alt per procedere al controllo dei due sospetti, i quali, anziché fermarsi, avevano bruscamente accelerato, innescando un inseguimento ad alta velocità, conclusosi nelle campagne di Barletta, dove erano finalmente stati bloccati ed identificati.

L’immediata perquisizione veicolare aveva quindi consentito di recuperare il denaro, che è poi stato restituito alla vittima, e sequestrare il telefono cellulare utilizzato per la telefonata estorsiva. I due complici, dichiarati in arresto, dopo le formalità di rito erano stati ristretti presso la casa circondariale di Trani dove, a seguito dell'udienza di convalida, il GIP competente ha stabilito debbano rimanere. Il positivo esito della brutta vicenda, oltre che alla restituzione del denaro, ha regalato alla vittima il convincimento che la cosa migliore da farsi in caso di soprusi è quella di rivolgersi alle Forze dello Stato. L'augurio è che altri arrivino alla stessa convinzione.

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