Minacce, mezzi incendiati e teste mozzate di cane: presa la banda che taglieggiava imprenditori e commercianti

Cinque, nel complesso, gli imprenditori e commercianti vittime del sistema estorsivo. Nel corso degli ultimi due anni, i tre erano riusciti a instaurare un clima di intimidazione e timore a San Paolo di Civitate

Gli arrestati

Un sistema reiterato di estorsioni e minacce ai danni di imprenditori agricoli e commercianti, accompagnati da atti intimidatori di varia natura: dalla gambizzazione della vittima all’incendio di mezzi agricoli, passando per la “sorpresa” di una testa mozzata di un cane piazzata sul sedile dell’auto.

E’ quanto scoperto a San Paolo di Civitate, dai carabinieri di San Severo e della locale stazione che, per il fatto, hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre soggetti, già con precedenti per reati contro il patrimonio e contro la persona, tutti residenti del piccolo paese del Foggiano. In manette sono finiti Giuseppe Ulisse di 32 anni, e i fratelli Giuseppe Leonardo e Antonio Pappadopola rispettivamente di 32 e 35 anni.

L’indagine né scaturita dalla gambizzazione, nel novembre scorso, di un imprenditori 50enne; a esplodere un colpo di pistola al suo indirizzo fu Giuseppe Ulisse, 32enne del posto. Il movente del ferimento, per i militari, è da rintracciare nel diniego, da parte della vittima, ad assumerlo come “guardiano” per le sue proprietà. Da quell’episodio, i militari sono riusciti a ricostruire una serie di condotte estorsive che Ulisse, insieme ai suoi complici, aveva posto in essere nel centro di San Paolo di Civitate.

Cinque, nel complesso, gli imprenditori e commercianti vittime del sistema estorsivo. Nel corso degli ultimi due anni, dall’agosto del 2014 al febbraio del 2016, secondo i militari, i tre erano riusciti a instaurare un clima di intimidazione e timore nel piccolo centro, attraverso un “modus operandi” ben delineato, che prevedeva danneggiamenti, furti e minacce più o meno dirette nei confronti dei titolari di attività commerciali, seguite da richieste estorsive. Secondo quanto accertato, le richieste variavano da 2000 euro una tantum a dazioni regolari di 500 euro mensili.

A volte il denaro poteva essere elargito sotto forma di pagamento per un servizio di guardiania dell’impresa o dell’attività commerciale, servizio in realtà mai reso dagli indagati. Tra i casi accertati, uno dei più eclatanti ha visto le minacce e le pressioni nei confronti di un imprenditore agricolo concretizzarsi con numerosi atti intimidatori e danneggiamenti tra cui il ritrovamento di una testa di cane mozzata all’interno di un’autovettura e l’incendio di mezzi agricoli. I tre sono ora in carcere.

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