Il clan dei Montanari non usa cellulari e dà filo da torcere agli investigatori: la custodia di armi e droga agli incensurati, nessuno collabora

Complessivamente sono stati intercettati 88 bersagli telefonici e 15 ambientali. Ricostruiti e smantellati i rapporti stretti con la 'Ndrangheta e la Camorra

Al di là del risultato immediato - i 24 arresti eseguiti tra i vertici dei clan Li Bergolis e Papa operanti rispettivamente nei territorio di Monte Sant’Angelo e Lucera - le risultanze investigative dell’operazione ‘Friends’ rappresenta una miniera di informazioni che permettono di meglio interpretare e comprendere le dinamiche delle organizzazioni criminali operanti nel Foggiano.

“Tutti risultati portati a casa solo grazie al lavoro di magistratura e forze dell’ordine, senza uno straccio di collaboratore di giustizia, come spesso accade nel Foggiano”, tuona il procuratore Giuseppe Volpe. L’attività è stata realizzata anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, utilizzo di droni e altre apparecchiature per le videoriprese. In un caso, una telecamere scoperta da Enzo Miucci, personaggio di spicco della criminalità garganica, inserito nel gruppo Li Bergolis, è stata fatta manomettere dal figlio minorenne, come una sorta di ‘iniziazione’, un apprendistato sul campo, come commentano i sostituti procuratori della DDA di Bari, che ha coordinato le attività.

La logica della violenza e della guerra con il 'lavoro sporco' degli incensurati: così si strutturano le mafie foggiane 

Proprio Miucci ha dato filo da torcere agli investigatori: “Non ha mai usato un telefono cellulare”, spiega il pm Giuseppe Gatti. “Questa è una caratteristica del clan dei Montanari: indica la straordinaria capacità di controllo del territorio di chi assume un ruolo di vertice, un lusso che ci si può permettere”, spiega. Inoltre, soprattutto i garganici ‘sfruttano’ incensurati e insospettabili del posto come custodi di armi e droga. “Si nota - continua Gatti - la difficoltà di questi soggetti nell’assumere il compito, ma alla fine prevale la rigida sottoposizione alle regole della gerarchia”.

VIDEO | Operazione antimafia nel Foggiano: le immagini degli arresti e del blitz che ha inchiodato i clan Li Bergolis e Papa 

Complessivamente sono stati intercettati 88 bersagli telefonici e 15 ambientali. “Abbiamo accertato - ed è una evoluzione degli ultimi tempi - gli stretti rapporti e legami tra vari gruppi criminali della provincia di Foggia. Non si ragiona più per compartimenti stagni”, spiega il procuratore aggiunto Francesco Giallella, “Ma esistono rapporti importanti e decisivi, alleanze come rivalità, che superano il distretto di Bari".

"E’ il caso di Lucera (clan Papa, ndr) che ha rapporti con esponenti della Camorra, acquisisce stupefacenti dalla criminalità di Cerignola e ha rapporti per la vendita dello stupefacente con pusher foggiani, molisani e abruzzesi. Una diramazione che va al di là dei confini regionali, per un quadro sempre più complesso”. Così come il clan Li Bergolis ha rapporti con i calabresi per il traffico di armi e droga. L’attività di questa mattina, che ha visto oltre 200 uomini in campo con i reparti speciali di polizia e finanza (operati anche sequestri di beni per oltre 2 milioni di euro), ha ‘spaccato’ la Capitanata in due: da Foggia a Lucera, fino a Monte Sant’Angelo per infliggere un nuovo colpo ai clan delle mafie di Capitanata.

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