Da Cerignola il metodo per contrastare la criminalità sul territorio: 25 arresti in un mese

Un mese di lavoro, dal 13 marzo al 13 aprile. In campo una nutrita task force supportata dal Servizio Centrale Operativo e Reparto prevenzione crimine. Il questore Silvis: "Testato il 'Metodo Cerignola' con risultati esaltanti"

La conferenza stampa

Che l’attenzione delle forze di polizia su Cerignola fosse alta si sapeva da tempo; che numerose operazioni fossero state messe a segno nel centro ofantino pure. Quello che ancora non era noto - volutamente sottaciuto per non interferire con il lavoro sul campo - è che proprio a Cerignola è stato testato un nuovo metodo di lavoro, un progetto operativo ad alto impatto (denominato "Demetra") caratterizzato da specifiche attività preventive e di controllo del territorio finalizzato al contrasto dei fenomeni criminali che da tempo segnano in negativo la città del basso Tavoliere e il suo hinterland.

“E’ stato scelto questo territorio, notoriamente complesso, per testare per la prima volta in Italia un nuovo metodo - il “Metodo Cerignola”, appunto - un approccio operativo di tipo dinamico e modulare per contrastare la criminalità del territorio”, ha spiegato il questore di Foggia, Piernicola Silvis. Un metodo promosso da numeri e riscontri, e presto applicato in altre zone d’Italia. 

Un mese di lavoro, dal 13 marzo al 13 aprile. In campo una nutrita task force composta da personale della squadra mobile foggiana, dagli uomini del commissariato di Cerignola e del Servizio Centrale Operativo, quotidianamente supportato da otto equipaggi dei reparti prevenzione crimine e nato su impulso della Direzione Centrale Anticrimine. Un’operazione presentata questa mattina in forma consuntiva e tenuta a battesimo da Vincenzo Nicolì del Servizio Centrale Operativo di Roma, che ha evidenziato le ricadute e l’impatto di un lavoro pianificato, mirato e costante.

“Un’attività intensissima – ha puntualizzato ancora Silvis – per un nuovo modello investigativo, preventivo e repressivo, che ha portato a risultati entusiasmanti”. E sono proprio i numeri, dati freddi e percentuali, a dare la una dimensione al lavoro svolto nelle ultime settimane nel Cerignolano. Nel corso degli ultimi 30 giorni, infatti, sono state arrestate 25 persone responsabili a vario titolo di reati in materia di sostanze stupefacenti, armi, reati contro il patrimonio e contro la persona, mentre 32 soggetti sono stati denunciati per gli stessi reati. Sono state controllate 1314 persone e 2147 veicoli, anche all’interno di autoparchi. Di questi, 25 sono stati sequestrati, e 7 erano verosimilmente pronti per essere utilizzati per assalti a trasporti di valori e di merci. Reati per i quali la città di Cerignola fa purtroppo scuola.

OPERAZIONE DEMETRA: IL VIDEO

Sono 31, invece, le armi sequestrate: armi comuni e da guerra, corredate da oltre 18.000 cartucce e bombe a mano artigianali. E poi silenziatori, giubbotti anti-proiettili tutto l’occorrente per mettere a segno rapine, assalti e attentati. Sequestrate 11 confezioni di sostanze dopanti destinati alle corse clandestine dei cavalli, 29 centraline elettroniche per autovetture, parti di auto ricettate e targhe contraffatte. Ancora, sono stati sequestrati 164 quintali di prodotti alimentari connessi allo sfruttamento del lavoro nero. Sequestrati, da ultimo, anche 40 kg di sostanza stupefacente (38,5 kg di cannabinoidi e ,15 kg di cocaina). Lo stupefacente era occultato in una casa di campagna, stivata all’interno di fusti per le olive nascosti all’interno di una stalla, sotto numerose taniche di plastica.

Tra le attività di maggiore rilievo, l’operazione del 13 marzo, con il fermo di iniziati di delitto di 8 pregiudicati che stavano per compiere un assalto a furgone portavalori e la pagina nera del caporalato, scritta il 27 marzo, con lo sfruttamento della manodopera di 54 cittadini stranieri impiegati nella trasformazione di carciofi. Da ultimo, il sequestro di un arsenale di armi, munizioni ed esplosivi trovato nella disponibilità di un pluripregiudicato del posto, al quale attingevano i sodalizi malavitosi dediti alle rapine, ai furgoni portavalori e la criminalità organizzata. “Uno dei più grandi arsenali mai sequestrati in Italia”, ha puntualizzato Nicolì.

Le attività svolte hanno permesso di ottenere una diminuzione del 15% dei delitti rispetto allo stesso periodo dell’anno passato. Le rapine sono diminuite (da 7 a 4) mentre i furti sono rimasti invariato (107). Al contrario, i delitti direttamente connessi all’attività di prevenzione e repressione svolta sono aumentati. Infatti, le ricettazioni denunciate sono state 8 (rispetto alle 3 dllo scorso anno) e i delitti in materia di sostanze stupefacenti sono stati 8 (6 nel 2013). Sotto il profilo operativo, le persone arrestate sono aumentare del 130%, mentre le persone denunciate del 200%.

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