Sgominata associazione armata che riforniva di droga le piazze dello spaccio: 22 arresti

Ventidue gli arrestati in Puglia, tra cui Gerardo Fucci. Nove in tutto a Cerignola, uno a Foggia e Orta Nova. Due sono albanesi. Arresti ad Andria, Bari, Trani, Barletta, Ostuni e Canosa di Puglia

Un fotogramma delle indagini

500 carabinieri, con l’ausilio di unità cinofile e del 6° Elinucleo di Bari, sono ancora impegnati nelle numerosissime perquisizioni che hanno fatto seguito ad un grande blitz che ha interessato gran parte del territorio nazionale, con particolare attenzione alle province di Bari, della BAT e di Foggia. 

Per tutta la notte a Bari, Milano e nelle province di Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia e Lecce, personale del comando provinciale del capoluogo pugliese, coadiuvato da quello dei vari reparti competenti per territorio, ha eseguito 22 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal GIP del Tribunale barese, dott. Giovanni Abbattista, su richiesta della competente Procura Repubblica-DDA, Sost. Proc. Dottori Giuseppe Maralfa, Carmelo Rizzo, Giuseppe Gatti e Lidia Giorgio, sotto la guida del coordinatore DDA procuratore aggiunto, il dott. Pasquale Drago, nei confronti di altrettanti pregiudicati (cinque dei quali di nazionalità albanese), ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione armata finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Altre cinque persone, non attinte da misura cautelare, ma comunque indagate a piede libero, sono state raggiunte da decreto di perquisizione e sequestro.

I NOMI DEGLI ARRESTATI

I provvedimenti scaturiscono da un’articolata e complessa indagine svolta dal NOR - Aliquota operativa della dipendente compagnia di Barletta, conclusa nel 2015 e sviluppata attraverso numerose e articolate attività tecniche e dinamiche, eseguite in tutto il territorio nazionale.

L’attività investigativa ha svelato l’esistenza di due distinti sodalizi radicati a Trani e a Cerignola, risultati in stretta collaborazione fra loro, dediti all’importazione di ingenti quantitativi, di marijuana, dal paese delle aquile (imputati alcuni albanesi), di cocaina, dalla Capitale, dal capoluogo lombardo e da Palermo. In quest’ultimo caso tramite alcune paritetiche organizzazioni strutturate di matrice albanese e pugliese, ivi stanziate, nonché siciliana.

In particolare, l’attività investigativa ha documentato come le bande alimentassero costantemente le più remunerative piazze di smercio della droga della Puglia, rifornendo i gruppi locali, che procedevano a curarne la successiva distribuzione al minuto. L’acquisto delle diverse partite di stupefacente veniva, in realtà, imposto dagli indagati, i quali ricorrevano, sistematicamente e a tale scopo, a minacciare gli acquirenti per detenere il monopolio del settore, in virtù della loro sia concreta e riconosciuta capacità di intimidazione, sia per la diffusa disponibilità di armi.

L’inchiesta ha altresì individuato gli elementi di vertice di ciascuna frangia - tra i quali figura Gerardo Fucci, a capo dell’omonimo agguerrito clan della criminalità organizzata cerignolana. Imputato per spaccio anche Roland Lame, narcotrafficante internazionale albanese - vittima di un tentato omicidio avvenuto in Barletta lo scorso 13 giugno. E’ stato delineato esattamente anche il ruolo rivestito da ciascun affiliato, in seno al proprio gruppo criminale (corrieri e depositari della droga e delle armi, nonché gestori delle cassa). In tale ambito, è stato possibile individuare un complice dell’organizzazione in grado di trasformare chimicamente, dalla forma liquida a quella solida, la cocaina trafficata.

Tra l’altro e nel settembre 2014, è stato altresì liberato un pusher del gruppo tranese, sequestrato e trattenuto nella masseria del capo cosca, per essersi impossessato del corrispettivo in denaro, a lui affidato, per l’acquisto di un importante carico di cocaina. Il sodale sarebbe stato dato in pasto ai maiali dai correi, che da lui pretendevano la restituzione della predetta somma, se non fossero intervenuti i Carabinieri. L’indagine, nel suo sviluppo, ha già consentito l’arresto di altri 15 malviventi, sorpresi  con  sostanze stupefacenti ed armi, nonché  il sequestro di quasi 30 chilogrammi di cocaina e di oltre una tonnellata di marijuana.   

L’attività investigativa, inoltre, culminò il 16 ottobre 2014 con l’irruzione in un attico della centralissima via Di Vagno, nel quartiere Madonnella di Bari, dove fu  rinvenuto uno tra i più grandi arsenali di armi mai sequestrati in Italia, in cui, oltre a 10 kg di cocaina, sono state rinvenute 70 armi nuove e perfettamente funzionanti, annoveranti tra esse fucili kalashnikov, mitragliatrici, fucili, pistole, silenziatori e oltre 3500 munizioni. 

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