Capi contraffatti tra Bari e Foggia, smantellata filiera del falso: arrestati

Sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla contraffazione di prodotti industriale, commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione.

Una vera e propria "filiera del falso" dell’abbigliamento è stata sgominata dal Nucleo di Polizia Tributaria di Bari, che ha eseguito quattro ordinanze di misure cautelari personali e reali nei confronti di altrettante persone. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura del capoluogo pugliese. Agli arresti domiciliari sono finiti un 48enne di Giovinazzo e un 49enne e un 44enne di Bitonto. I finanzieri hanno anche sottoposto a sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, tre locali e due autovetture utilizzati per lo svolgimento dei reati, per un valore commerciale stimato in 87mila euro, pari all'ammontare dei proventi dell'illecito traffico.

L’associazione aveva una vera e propria organizzazione che annoverava tra i propri adepti vari soggetti,  ognuno dei quali con ruoli e funzioni ben delineati. C'era, infatti, chi si occupava della gestione degli approvvigionamenti di merce, chi della produzione di etichette e loghi abilmente contraffatti e, infine, chi provvedeva a reperire i soggetti incaricati della distribuzione sul territorio dei generi contraffatti. Nel corso dell'attività investigativa è stato inoltre possibile acquisire importanti elementi probatori circa la produzione e vendita di oltre 35mila capi delle migliori griffe nazionali ed internazionali abilmente contraffatti e di sequestrarne, nelle varie fasi delle indagini, circa 1.200.

Le indagini sono state avviate nel 2011 dalla Procura di Trani, che aveva avviato accertamenti su un presunto referente del Nord Barese di un importante snodo di traffici illeciti di capi di abbigliamento con marchi contraffatti in quella area. Poi, per competenza, l’inchiesta è passata alla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari ed affidate agli investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria. Nel corso delle indagini - che si sono avvalse anche di intercettazioni telefoniche e prolungati servizi di appostamento e pedinamento – è stata accertata la pericolosità del soggetto in grado  di organizzare un ampio traffico di abbigliamento contraffatto che poteva contare su ben 17 responsabili di ogni settore: dalla produzione, alla commercializzazione passando dalla ricettazione di merce con importanti loghi contraffatti non solo nel Nord Barese, ma anche nelle province di Bari e Foggia.

L’inchiesta, conclusasi nel novembre del 2012, ha portato all’individuazione, da parte dell’autorità giudiziaria, dei 17 suddetti responsabili - tra i quali vi sono i tre arrestati e la donna con l’obbligo di dimora - accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla contraffazione di prodotti industriale, commercio di prodotti con segni falsi e  ricettazione.

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