Aggressioni e minacce di morte nel carcere sovraffollato e con pochi poliziotti (di Foggia): "Dotarli di taser"

Aggredito sostituto commissario da un detenuto straniero e minacce di morte a poliziotto penitenziario da parte di un recluso italiano

Altri due gravi episodi si sono verificati nel carcere di via delle Casermette a Foggia. Lo denuncia il segretario generale nazionale del sindacato autonomo del Co.S.P. Mimmo Mastrulli, che riferisce di una aggressione a un sostituto commissario da parte di un cittadino straniero che gli ha provocato lesioni guaribili in otto giorni e di minacce di morte da parte di un detenuto italiano a un altro poliziotto penitenziario. 

La questioni del carcere di Foggia  - come quella del sovraffollamento - sono state già oggetto di un incontro con il sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morron: "Anche per inerzia di chi persiste al vertice regionale e centrale, dopo la mobilità dei dirigenti, l'istituto penitenziario si ritrova senza un direttore titolare ma anche senza un vice. Mancano circa 80 unità di polizia e 15 unità del Comparto Funzioni centrali Area Contabile ed Educativa. Mastrulli ha chiesto l’equiparazione della polizia penitenziaria alle altre Forze Armate e di Polizia dello Stato, considerando i ritardi ordinamentali in discussione, come il rinnovo del CCNL scaduto il 31/12/2018, maggiori competenze alla polizia penitenziaria e l’uso del Taer per i poliziotti che devono esclusivamente operare all'interno delle carceri contro criminalità e terrorismo, l’ampliamento dell’organico della polizia penitenziaria attraverso l’immissione di circa 3mila 500 unità nel biennio 2019/2021. 

Infine il Co.S.P. chiede una maggiore attenzione verso la medicina penitenziaria in relazione alla presenza e al trattamento di detenuti affetti da patologie psichiatriche. “Mai piu una polizia penitenziaria di serie B. Chiediamo maggiore attenzione sul preoccupante fenomeno delle aggressioni e dell’elevato numero dei suicidi”. 

Il Coordinamento sindacale penitenziario ha presentato  alla IV e V Commissione Affari Costituzionali del Governo un pacchetto di proposte tese a migliorare la situazione all’interno delle carceri italiane. Tra queste anche l’ipotesi di chiusura dei piccoli penitenziari al fine di riorganizzare il personale e sopperire alla cronica carenza d’organico nelle strutture più grandi. Il sindacato autonomo si  è fatto promotore di un nuovo  piano di  riordino delle carriere e data la situazione di emergenza, il condono di tutte le sanzioni disciplinari negli ultimi 5 anni subite dai poliziotti penitenziari.  Il  sindacato rivendica inoltre parità di diritti e di accesso agli atti quali prerogative sindacali previste dalla Costituzione.

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