Aggressione al Pronto Soccorso, Usb: “Indispensabile affrontare la questione sicurezza”

Postazione fissa delle forze dell’ordine, revisione servizio di accesso, riqualificazione del servizio di portineria, alcuni dei provvedimenti proposti dall’Unione Sindacale

“L’atto criminale, verificatosi lo scorso 13 febbraio presso il Pronto Soccorso della Azienda Ospedaliera, è certamente da condannare e stigmatizzare e gli attestati di solidarietà e comprensione verso gli operatori che hanno subito tale violenza sono doverosi, peraltro giunti da più parti. Naturalmente, però, non possiamo fermarci o limitarci solo alle attestazioni, ma è necessario ed indispensabile affrontare la questione sicurezza tenendo presente alcuni aspetti che vanno immediatamente approfonditi e posti in essere”.

Prende la parola l’Unione Sindacale di Base dopo l’aggressione al personale medico di turno al Pronto Soccorso, da parte di tre persone. Come prima proposta, Usb chiede l’inserimento di una postazione fissa delle forze dell’ordine. “Poi si dovrebbe rivedere il capitolato di appalto della c.d. Guardiania, che preveda, oltre ad una diversa definizione dei compiti e dei ruoli, un servizio di controllo ed ispezione h.24, in particolare durante le ore notturne”.

“Inoltre – proseguono i rappresentanti dell’Usb – andrebbe regolamentato il servizio di accesso delle persone, distinguendo tra dipendenti ed utenti, atteso che la situazione parcheggi e di viabilità interni all’Azienda, seppure pregiudicata da attività di edilizia è al limite del selvaggio e per tale ragione andrebbe aggiornato il Regolamento di viabilità interna che risale al 2004. A tale proposito andrebbe ripreso un vecchio progetto di costituzione di una unica vasta area ospedaliera, con accesso unico su Viale Pinto”.

Dagli studenti ai semplici cittadini, la struttura ospedaliera è quotidianamente attraversata da soggetti che nulla hanno a che vedere con le attività assistenziali. “Studenti, cittadini che “tagliano“ per andare da viale Pinto a Via Napoli, parcheggiatori abusivi, autori di furti d’auto, cani randagi  e, purtroppo, poveri senza tetto cui andrebbe data una soluzione dignitosa. Insomma un gigantesco crocevia multifunzionale che, specialmente di prima mattina, mette a rischio la sicurezza e la privacy sia degli operatori che degli stessi utenti”.

Anche il servizio di Portineria andrebbe riqualificato “con supporti informatici utili a regolamentare e dare qualità al servizio di accesso dell’utenza, nell’interesse degli stessi operatori addetti a tale funzione oltre che di immagine per l’Azienda. Nel contempo, per rimanere nello specifico, bisogna tuttavia attivare un processo culturale, che riguarda tutto il territorio della Capitanata, atteso che episodi analoghi sono ricorrenti presso altre strutture ospedaliere. Esso va affrontato attraverso una vera e propria campagna di informazione e di sensibilizzazione verso i cittadini, tra cui una Guida ai servizi di P.S., auspicabilmente fatta d’intesa con la ASL di Foggia”.

Concludono gli esponenti dell’Usb: “Bisogna intervenire e migliorare sia l’aspetto della presa in carico delle persone che accedono autonomamente al servizio, che i tempi di attesa, oggettivamente lunghi. E ancora, sarebbe fondamentalmente utile intervenire sulle dinamiche del rapporto con i famigliari e gli accompagnatori offrendo una maggiore disponibilità di informazioni, coniugando, quanto più possibile, professionalità ed umanizzazione delle cure. Certamente il tema dell’accoglienza è complicato, e non riguarda solo il Pronto Soccorso, ma tutti sappiamo che il rapporto tra accoglienza e soddisfazione più è alto più si alza l’indicatori di qualità dell’assistenza sanitaria”.

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