Dopo l'interdittiva antimafia, parla Adriatica Servizi: "Ecco perché il Comune di Foggia sta tornando indietro di 10 anni"

La società si affida alla Direzione, che parla con Foggiatoday e tira fuori i numeri del servizio e quelli che, invece,con lo spacchettamento attuale, rischiano di abbattersi sulle tasche dei contribuenti". "In tre anni più 11 milioni di euro"

Dopo l’interdittiva antimafia spiccata dalla Prefettura di Foggia e la risoluzione dei relativi contratti con la Pubblica amministrazione, per gli imprenditori foggiani Gianni Trisciuoglio e Marco Insalata è buio pesto. La legislazione è monca e non terrebbe conto, evidentemente, degli effetti anzitutto sulle vite personali ed imprenditoriali dei soggetti interessati, e poco si curerebbe dei servizi al cittadino e dei lavoratori coinvolti. E’ su questi tre fronti che si sta provando a ragionare, anche con il coinvolgimento degli associazioni economiche di rappresentanza. Si tratta di tentativi singoli e solitari, in realtà. Perchè il dibattito, sale di una democrazia e di una società civile, è ancora soffocato da timori e marchi quasi inappellabili, nei quali si inseriscono battaglie politiche per il dominio e il monopolio di quel che resta di un tessuto imprenditoriale sbrandellato. E quel che resta è molto poco. La guerra tra poveri, pare quasi, in uno scenario di morte economica.

Fatta questa premessa, andiamo allo stato dell’arte: il 3 dicembre prossimo il Consiglio di Stato si esprimerà sulla richiesta di sospensiva avviata da Adriatica Servizi, la società di riscossione tributi che, in un colpo, ha perso 4 realtà amministrative: Foggia, Manfredonia, Monte Sant’Angelo e Canosa di Puglia. Parallelamente, sul versante penale, si prova a tentare la strada del ‘controllo giudiziario’, una misura di prevenzione prevista dal Codice antimafia che, ove accolta, annullerebbe gli effetti dell’interdittiva.

Parla Adriatica Servizi

Nel frattempo si cerca di comprendere cosa accade sul fronte e dei lavoratori e del servizio, dove l’utenza comincia a dare segni di insofferenza.  A spiegarlo a Foggiatoday è la stessa direzione di Adriatica Servizi, che, dopo settimane di silenzio, ha deciso di parlare. E lo fa con dati e cifre alla mano, anzitutto rispetto a quanto prodotto negli ultimi tre anni di lavoro con il Comune di Foggia (2017-2019) e per replicare a quelle voci che, in queste ore, con l’uscita di scena della società privata, parlano di lauti risparmi per le casse comunali, ormai liberate da un aggio (6,9%) considerato troppo alto. “Non è così” tuonano dalla direzione di Adriatica, “al contrario, con lo spacchettamento in corso non solo non vi sarà alcun risparmio, ma si peggiorerà sul fronte del servizio al cittadino, che sta tornando indietro di dieci anni”. A quando c’erano, in pratica, ben 7 realtà: Gema, Gestor (per i tributi minori), una società informatica per il software, i dipendenti del Comune che svolgevano attività di front office (20 unità), il Comando dei vigili urbani (per le multe) e la società che si occupava solo degli accertamenti (Amica Gestioni). “Ben 7 realtà dal 2017 riunite sotto un’unica regia, che in tre anni ha prodotto per il Comune di Foggia maggiori introiti per ben 11 milioni di euro” sostengono.

I numeri della riscossione: + 11 milioni

E mostrano le carte: anno 2016, precedente all’ingresso di Adriatica Servizi, il Comune di Foggia avrebbe introitato 26.820.889,62 euro dalla riscossione dei tributi; nel 2017, anno di subentro di A.S., 31.241.027,70 euro (+ 4,4 milioni di euro); anno 2018 la cifra sarebbe ulteriormente cresciuta, giungendo a 33.511.558,93 euro (+ 6,7 milioni di euro); anno 2019, ultimo, non terminato, l’attività a settembre era già a 26.983.569,91 euro (+ 160mila euro). Oltre 11 milioni di euro di maggiore introito per le casse comunali e un’attività di recupero dell’evasione che si sarebbe attestata in tre anni sui diecimila accertamenti all’anno con una riscossione del 70%. Cifre che porrebbero Foggia tra le città “attente” su questo fronte, dichiarano dalla direzione dell’azienda. 1,7 milioni di euro all’anno l’incasso minimo di Adriatica Servizi (il 6,9% su un minimo garantito di 25mila euro).

“Attenzione a parlare di aggio”

La società invita quindi a guardare lo scenario odierno, quello provvisorio, nelle more del bando di gara: non solo il servizio viene spacchettato ma i costi rischiano di essere addirittura superiori. “Equitalia, a cui è stata affidata solo la riscossione coattiva, prende un aggio del 6%, perché il 3% lo paga il Comune, il restante 3 il contribuente; si continua con la società di affiancamento – quella, per intenderci, che dovrebbe assumere i 32 lavoratori di Adriatica- per la quale è stato previsto un impegno di spesa di 630 mila euro per 8 mesi. A queste realtà vanno aggiunti i costi dei dipendenti comunali che dovrebbero fare attività di front office (ridotti, all’ufficio tributi, a 5 unità), il servizio affissioni, la Polizia locale per le sanzioni, etc. Tutte attività che prima faceva solo Adriatica Servizi, con un unico contratto ed un unico aggio. Espletando anche servizi anti-economici: prendiamo il servizio affissioni, per esempio, per cui pagavamo 170mila euro/anno impiegando ben 5 unità, o le multe: su 28 euro di multa media ad Adriatica ne restavano soli 2, che comprendevano anche i costi di stampa ed invio e delle 4 unità impiegate”. “Certo, nessuno fa beneficienza, una impresa è tale se guadagna. E noi lo facevamo ottimizzando il servizio e accrescendo le performances di riscossione. 11 milioni di euro in più in tre anni non sono uno scherzo. Quando al Comune devi restituire il 93%, vieni spinto a fare il tuo lavoro. Più lavori, più guadagni e sopperisci ai maggiori costi e alla attività anti-economiche. La macchina della riscossione funzionava”.

Oggi, con lo spacchettamento, invece, “non solo si va verso l’impegno delle stesse cifre se non maggiori, ma si rischia di arrestare il servizio, nella migliore delle ipotesi renderlo inefficiente: “Basti pensare all’attività di informazione al cittadino, che viene spesso e volentieri rimandato a data da destinarsi e limitata a due giorni alla settimana, mentre prima vi erano a disposizione 5 giorni. O a questa società di affiancamento, che sconterà necessariamente i tempi fisiologici di assestamento”. Con tutto ciò che ne consegue in termini di disaffezione contributiva del cittadino: “L’attività di riscossione devi seguirla e devi essere incentivato ad accrescerla. Queste attività non può farle il pubblico”. L’invito è, pertanto, anche a costruire il prossimo bando di gara con numeri “solidi”.

Dubbi sulla sorte dei lavoratori

“Si ringrazia l’amministrazione per la clausola sociale ma il timore è che, con un servizio spacchettato, non vi sarà la necessità dello stesso numero di lavoratori. Nella migliore delle ipotesi il rischio è il demansionamento. Se li prendo tutti, non posso sopportare gli stessi costi. E’ logica. A noi costavano 55mila euro al mese ma avevamo l’intero pacchetto”. Un destino che riguarda 54 unità: 32 su Foggia, 11 su Manfredonia, 8 su Monte Sant’Angelo, 3 a Canosa di Puglia. 

Fine rapporto: le amarezze

 “Oltre al provvedimento in sé, per cui stiamo ricorrendo, ci ha stupiti la velocità dei tempi di risoluzione contrattuale da parte del Comune. Esiste una norma all’art.94 che consente all’ente di proseguire il rapporto quando un servizio è basilare e il contratto in scadenza. E Adriatica Servizi concludeva la sua attività a giugno 2020. Stoppata finanche la richiesta del commissario giudiziale. Il perché non lo sappiamo” concludono amaramente.

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