Odissea in corsia, quando abortire è un doppio calvario: "Sono l'unico e sono solo"

A Foggiatoday l'amaro sfogo del dott. Leonardo Zingariello, unico non obiettore agli OO.RR. Oggi giornata di interventi programmati ma sala operatoria occupata e pazienti senza un letto

Foto di repertorio da MonzaToday

Hanno rischiato di essere rispedite indietro alcune delle donne che per oggi avevano programmato un intervento di interruzione di gravidanza. Intervento che si è poi tenuto regolarmente, anche se iniziato con ritardo, ma solo dopo le proteste del chirurgo in Direzione Sanitaria. Siamo agli Ospedali Riuniti di Foggia. “Ciò che è accaduto oggi, accade di frequente” sbotta a Foggiatoday Leonardo Zingariello, dirigente medico presso il reparto Ospedaliero di Ostetricia e Ginecologia e unico medico non obiettore rimasto in corsia. “E’ chiaro che non c’è sensibilità attorno all’applicazione della legge 194. Io mi ritrovo a lavorare completamente da solo e se provo a denunciare la cosa alla direzione sanitaria, per tutta risposta ottengo un atteggiamento di arroccamento e di giudizio sul mio operato”.

Oggi, come ogni giovedì, Zingariello aveva programmato ben nove interventi. “Ma, una volta arrivato in ospedale, mi sono reso conto che la sala operatoria era occupata. E nessuno ne sapeva niente. Il direttore sanitario è cascato dalle nuvole. Mi chiedo come si faccia a gestire un ospedale se non si sa come è organizzata una sala operatoria”. “Ma c’è di più perché non c’erano letti per tutti, una stanza del day hospital era occupata da ricoveri ordinari e le mie pazienti sono dovute rimanere in piedi. Solo successivamente, a fronte di alcune dimissioni fatte dai colleghi, si è potuto dare loro un letto”.

Potrebbe essere considerata nient’altro che una giornata “no” per Zingariello, e invece no. “Perché qui accade di frequente. Sempre più spesso” sbotta, “diciamo che non vi è la giusta sensibilità attorno al tema dell’applicazione della legge 194” denuncia. Le stanze destinate al day hospital nel tempo sono state tagliate, da tre a due. E quindi anche i posti letti sono diminuiti. Se poi, a fronte di interventi programmati, vengono occupate, ecco il cortocircuito per cui “a subirne sono sempre e solo le pazienti ed i loro diritti”.

Gli interventi sono iniziati con notevole ritardo, Zingariello ha terminato molto tardi. “Ma ho rischiato di mandarle indietro”. Sul posto è intervenuta questa mattina la Cgil, che da tempo denuncia la carenza di medici non obiettori sul territorio e il venir meno del rispetto del diritto delle donne. “Che già quando si recano in ospedale vivono un momento doloroso e delicato, trattarle così, poi, tenendole nei corridoi, senza neanche un letto, col rischio di essere rispedite a casa, mi sembra surreale” denuncia Loredana  Olivieri a Foggiatoday, che preannuncia “la richiesta di un incontro con le associazioni di categoria del personale ospedaliero”.

Zingariello, al momento, è l’unico non obiettore in quel reparto ospedaliero. “Ci sono stati dei periodi di crisi nei mesi passati in cui tutta la provincia confluiva qui, anche dai grandi centri come Manfredonia e Cerignola, dove i pensionamenti avevano creato una vacatio. Io sono solo. E’ chiaro che se non siamo pronti a sopperire mi trovo in difficoltà ed i diritti dei pazienti non vengono rispettati”. Più che di clima ostile, il medico ginecologo parla di assenza di attenzione: “Non c’è sensibilità” denuncia, “ecco perché mi rivolgo ai media: la direzione sanitaria deve prestare attenzione a questo tema. Ad oggi non vi è alcun contributo, non dico moralmente ma neanche sotto il profilo organizzativo”.  

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