"Quel povero anziano è sulla vostra coscienza"

Tragedia alla Corsa dei Buoi di Chieuti, Michele Florio travolto e ucciso da un cavallo: le parole dure di Enrico Rizzi, presidente del Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali Onlus

Enrico Rizzi

"Quel povero anziano è sulla vostra coscienza. Così come lo è il povero animale morto e gli altri feriti. Dopo quello che è accaduto, dovreste dimettervi immediatamente perchè le gravissime responsabilità di chi viene profumatamente pagato per garantire il rispetto di tutte le leggi a tutela degli animali e dell'incolumità pubblica, sono più che evidenti” sono le durissime parole di Enrico Rizzi, presidente del Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali Onlus.

“Ho sentito telefonicamente il collega presidente del Partito Animalista Europeo, Stefano Fuccelli. Abbiamo già incaricato l'Avv. Alessio Cugini del foro di Roma, di sporgere formale denuncia per tutti i reati che saranno ravvisati dall'A.G. nei confronti del Sindaco di Chieuti, del Questore, del Prefetto e del Dirigente del Servizio Veterinario ASL di Foggia. Seguiremo tutti gli sviluppi giudiziari e saremo presenti nelle aule del Tribunale di Foggia contro chiunque sarà rinviato a giudizio dalla Magistratura. Questa vergogna deve finire una volta per tutte” ha continuato Rizzi.

Non solleviamo quel lenzuolo bianco

Cos'è la Corsa dei Buoi di Chieuti

Cosa è la Corsa de Buoi? Ogni anno in aprile a Chieuti fra il 20 e il 22 aprile, in occasione dei festeggiamenti in onore di S. Giorgio, si corre la Corsa dei buoi. Durante la corsa un carro molto pesante, carico di rami di lauro, viene trainato da quattro coppie di buoi. I preparativi per la corsa sono lunghissimi: durante l'anno si allenano i buoi, mentre la sera prima gli animali vengono fatti entrare in paese simulando la gara. I buoi vengono poi portati nelle stalle dei Partiti (le contrade del carro), dove vengono attentamente sorvegliati per evitare che subiscano "scherzi" da parte degli avversari. Il mattino della corsa i buoi vengono invece lavati e addobbati e, dopo che il Sindaco ha estratto l'ordine di partenza, carri e carrieri si dirigono verso la chiesa per ricevere la benedizione. A questo punto ci si dirige in aperta campagna, da dove ha inizio la gara: al segnale convenuto i carri si girano su sé stessi ed i buoi iniziano a galoppare, trascinando il carro addobbato, verso il paese. Il percorso è lungo 4 Km e mezzo. La folla corre insieme ai carri, incitando i propri campioni, mentre un gruppo di uomini a cavallo pungola i buoi con lunghi bastoni. La corsa ha fine nel viale principale, dove i carri scorrono incolonnati. Lo scopo della corsa è quello di consegnare un cappellino colorato che i vincitori indosseranno il giorno seguente quando porteranno in processione il simulacro del Santo. Ai vincitori viene inoltre consegnato il Tarallo, una treccia di caciocavallo di circa 80 chili con le gesta di S. Giorgio che verrà portata in processione insieme al simulacro del Santo.

È evidente che la corsa rappresenti una forte fonte di stress per buoi e cavalli, costretti a correre in mezzo ad una folla urlante. "Questa corsa calpesta i diritti degli animali ed è frutto di ignoranza, di una evidente mentalità arretrata e chiusa" - ha concluso Rizzi.

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