Incredibile ma vero: per le buche e le strade spuntano 3,3 milioni di euro

Lo si evince spulciando il piano triennale opere pubbliche approvato dalla giunta a marzo; se ne è avuto conferma anche nella conferenza stampa del sindaco di Foggia, che entusiasta ha annunciato “due milioni più due milioni di euro”

Foto di repertorio di qualche giorno fa (poi recintata)

E i soldi per rifare le strade alla fine son comparsi. Non per tutte, non per tante. Ma qualcosa è uscito fuori dal cilindro magico del bilancio di previsione, e suoi allegati.

Strade di Foggia: da dove arrivano i soldi per rifarle

Lo si evince spulciando il piano triennale opere pubbliche approvato dalla giunta a marzo; se ne è avuto conferma anche nella conferenza stampa del sindaco di Foggia, che entusiasta ha annunciato “due milioni più due milioni di euro” con traduzione però al ribasso nelle carte: dovrebbero essere 3,3 milioni di euro, finanziati con proventi di sanzioni SUE e SUAP e con le alienazioni dei terreni. Dunque, 3,3 milioni di euro se si riesce a vendere.

D'altronde sono previsioni e le previsioni al Comune di Foggia sono state quasi sempre sovrastimate, soprattutto quelle relative alle alienazioni (funzionali ad aggiustare contabilmente le carte ma quasi sempre meno benefiche, a conti fatti). “Faremo Via Napoli, via Cavotta e via Manfredi” dichiara il sindaco (e si legge nell'opuscolo “Foggia in forma” distribuito alla stampa e a breve nelle case dei foggiani); ma la certezza, più che dalle alienazioni (???), rinverrebbe da economie possibili su altri fronti, in primis alcuni risparmi su mancati riconoscimenti di debiti fuori bilancio ad imprese, debiti inseriti in passato nel piano di rientro. E da anticipazioni ministeriali rispetto a progettualità urbanistiche.

Marasco: "Io l'avevo detto"

Come che sia, son comparsi: segno che se si vuole, si può. E va bene le ristrettezze finanziarie, ma tutto è frutto di una scelta politica. Sempre. Che dovrebbe indirizzare le decisioni burocratiche. Insomma, non è colpa sempre dell'eredità finanziaria agitata da Landella. “Altre cose si sono fatte, si potevano fare anche le strade” sostiene un consigliere di maggioranza. “Ho sempre detto che i proventi e le sanzioni di SUE e SUAP dovevano essere destinati alla rete viaria” torna a dichiarare a latere della notizia Augusto Marasco, capogruppo dem, “la scelta è politica. Oggi vedo che qualcosa vien messo dentro, anche se non si potrà fare granché con quelle cifre: basti pensare che solo via Almirante, come da piano triennale, costerebbe oltre un milione di euro”. 

Le strade rifatte

I foggiani, ovviamente, 3 milioni di euro o poco più se li fanno piacere, meglio di niente. Ma si può dare di più, soprattutto se si pensa che una parte delle strade rifatte elencate dal sindaco in conferenza sono il frutto di una programmazione della precedente amministrazione. Leggiamo: dopo 4 anni le strade oggetto di lavoro sono state viale I maggio, via Telesforo, via Manfredonia, viale Fortore, viale degli Aviatori, via D'Aragona, tratturo Camporeale, via Rosati, Corso Garibaldi e le rotatorie di via Napoli e via Luigi Pinto. Quindi viene elogiato il lavoro sinergico con le società che si occupano di sottoservizi: Enel, società di Telecomunicazioni (che sta conducendo da anni lavori per la fibra ottica), Aqp, interventi straordinari di fognatura.

Le lamentele dei cittadini

Un brivido percorre i foggiani. “Ma quale elogio, ci sono strade rifatte e di nuovo compromesse” brontolano i cittadini, che la spiegano così: “Vengono, fanno i lavori, buttano un po' di bitume e poi non tornano più per l'assestamento definitivo. Perché il Comune non controlla come vengono svolti questi lavori? L'assessorato ai Lavori pubblici che fa? Perché non interviene?”. In effetti, camminare nelle zone oggetto di intervento è desolante. “Ci vogliono sei mesi per l'intervento di ripristino definitivo”. Ma c'è chi giura, anche dalla maggioranza, che ripristini definitivi le aziende/non ne abbiano mai fatti. Da nessuna parte. Neanche dopo il giusto tempo trascorso. Né che l'assessore abbia mai sollecitato in tal senso. Tant'è che in più una riunione i consiglieri avrebbero proposto a sindaco e ad Antonio Bove di poter essere loro stessi, con i loro smartphone, a fotografare e a segnalare all'amministrazione i danni alla rete viaria. Che sono ancor più sentiti nei quartieri settecenteschi, dove il basolato viene di volta in volta, intervento dopo intervento, sostituito con gettate di bitume causa rottura delle basole durante i lavori. Chi vigila? Chi paga? Quante strade sarebbero già a norma a quest'ora con un minimo di controllo amministrativo in più? L'assessorato che fa? Quante sanzioni, solleciti, richiami sono stati prodotti ad oggi?

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