120 euro per quattro panini e bibite perché "vicini al Vaticano": gita indigesta per una famiglia pugliese a Roma

In un bar di Roma per quattro panini, altrettante bibite e una bottiglietta d'acqua, una famiglia pugliese in gita ha speso 120 euro nei pressi del Vaticano

Foto di repertorio

"Ancora un altro danno all’immagine di Roma" ha bollato così l'assessore al Turismo Carlo Cafarotti, la notizia riportata qualche giorno fa da Il Messaggero di uno scontrino da 119,34 centesimi euro battuto da un bar nei pressi di San Pietro per quattro panini e quattro bibite: "Parimenti è assurda la risposta del locale in questione, il cui direttore liquida le lamentele sui prezzi con una “visione soggettiva del caro o non caro”, giustificandoli in ogni caso con la prossimità al Vaticano" ha detto l'amministratore capitolino.

A denunciare l'accaduto è stata una famiglia pugliese composta da madre, padre e due figli di 11 e 15 anni. Quasi 120 euro per tre hot dog, un panino prosciutto e formaggio, quattro lattina di Coca-Cola, una bottiglia d'acqua e 17,34 euro per il "servizio". 

L'assessore: "Roma è stanca di chi abusa"

Una gita salata che ha fatto saltare dalla sedia persino l'assessore romano: "Questo conto salatissimo non lo pagano solo i malcapitati turisti, ma l’intera città. Essere vicini ai siti d’interesse non legittima costi irragionevoli, tutt’altro. Significa invece farsi portavoci della miglior accoglienza possibile, significa incidere positivamente o negativamente sulla fama di Roma nel mondo, sulla decisione di tornare a trovarci e a spendere nei nostri (nei vostri) bar, hotel, negozi, ristoranti. Basta scontrini stellari, si rasentano truffe ai danni di chi viene a visitarci, sia che parta da zone limitrofe, sia che arrivi dall’altra parte del mondo"

Cafarotti aggiunge: "Il prossimo step, l’impegno che mi assumo, è quello di dar vita a un marchio a garanzia di qualità dei prodotti Made in Roma, come pure delle attività ricettive che abbiano un rapporto onesto qualità-prezzo. Roma è stanca di chi abusa, non è più disposta a pagare il conto di qualcuno che getta un’ombra immeritata sull’intera filiera di settore"

La vittima: "Sono rimasto sorpreso"

Questa la testimonianza della vittima dello scontrino salato a Il Messaggero: "Sabato 2 novembre abbiamo appena finito di visitare i Musei Vaticani e la Cappella Sistina, ha iniziato a piovere, quindi siamo andati in questo caffè. Ci siamo seduti, mio ​​figlio ha scelto un hot dog nel menu. Sarò sincero, non ho prestato molta attenzione al prezzo a causa del tipo di piatto che ha ordinato, io e mia moglie ne abbiamo ordinati altri due, più un sandwich e 4 lattine di Coca-Cola più una bottiglietta di acqua minerale. Quando mi hanno portato il conto, sono rimasto più che sorpreso: immagina, la sera prima siamo andati in un ristorante vicino al Pantheon e abbiamo trascorso un po 'meno per una cena completa! ”

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