Rivede il fratello dopo 41 anni grazie a Portobello: ecco l'abbraccio tra Rita e Maurizio che ha emozionato l'Italia

La storia di Rita e di Maurizio che, a causa della grave malattia di sua madre, all'età di tre anni, fu dato in adozione dal padre, all'insaputa della sorella. Da alcuni anni vive a Foggia, dopo essere stato a Brescia per 20 anni

Rita e Maurizio

Un lieto fine atteso 41 anni. L’abbraccio e le lacrime di commozione chiudono una lunghissima e forzata separazione. Quella di Rita e Maurizio, protagonisti nella seconda puntata di ‘Portobello’, la trasmissione condotta da Antonella Clerici e in onda il sabato sera su RaiUno.

Al programma televisivo reso celebre tra la fine degli anni’70 e l’inizio degli anni ’80 dall’indimenticato Enzo Tortora, si è affidata Rita, 62enne di Serracapriola. Figlia unica fino ai 18 anni, di un padre contadino con il quale non aveva un rapporto facile per il carattere di lui, e di una mamma “meravigliosa casalinga”. Una madre che all’età di 43 anni, nel 1974 le regala la gioia di un fratellino. Una gravidanza che procede bene fino all’ottavo mese, quando alla mamma viene diagnosticata una patologia cardiaca che cagiona la nascita prematura del piccolo Maurizio.

Il fratellino di Rita pesa soltanto 1 chilo e 350 grammi, deve restare in ospedale per raggiungere il peso giusto, mentre la mamma torna a casa dopo cinque giorni di ricovero. Ma il lieto ritorno si tramuta subito in dramma, quando la signora viene colpita da un’embolia cerebrale che la invalida pesantemente, fino a renderla dopo poco tempo anche cieca. Un handicap che ne richiede assistenza continua da parte della giovane figlia e del padre i quali, per forza di cose, non possono occuparsi anche del piccolo Maurizio, che una volta ristabilitosi, viene portato in un istituto di Prima Infanzia a Foggia. “Di tanto in tanto lo andavamo a trovare. Giocavamo insieme, era un bimbo sveglio e partecipe, ma non parlava. Sorrideva soltanto e la cosa un po’ mi preoccupava, malgrado i responsabili della struttura mi dicessero che si trattava di una cosa normale”, racconta la signora Rita alla Clerici.

Il video della puntata dal minuto 02.02.20

Struggente il racconto di quando Rita sentì suo fratello parlare per la prima volta: “Mi introdussi nella stanza, stava piangendo, giaceva nel suo lettino, era sporco e piangeva. Lo chiamai, mi guardò e mi chiamò ‘mamma’”.

Il bambino resta in istituto fino al compimento dei tre anni. Ma le condizioni di salute della mamma peggiorano ulteriormente: “Un assistente sociale consigliò a mio padre di dare Maurizio in adozione. Lui lo fece, senza dirmi nulla. Io cercai di fermare tutto, ma quando mi recai presso l’istituto scoprii che le pratiche di adozione erano già state completate”.

“Mi è crollato il mondo addosso”, ha confessato la signora Rita, mentre in lacrime tiene in mano un camioncino simile a quello che un giorno portò a suo fratello, ma che una suora dell’istituto prese in consegna promettendole che glielo avrebbe dato lei. Lacrime che nel giro di pochi secondi assumono i connotati della gioia più grande, quando la Clerici annuncia la presenza di Maurizio. La reunion tanto attesa si consuma in un lungo abbraccio. “Sin dall’inizio ho saputo di essere stato adottato, anche perché era evidente la mancanza di somiglianza con i miei genitori adottivi, ma non ho mai saputo chi fossero i miei veri genitori, né di avere una sorella”, il commento di Maurizio che, scherzi del destino, vive a Foggia da un po’ di tempo, dopo essere stato 20 anni a Brescia. Ha due figli, che presto conosceranno zia Rita e i suoi quattro figli.

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