Illuminazione eco-friendly sul nuovo ponte di Genova: ecco il monumento di luce del light artist foggiano Romano Baratta

L’artista foggiano spiega il progetto sul ponte che sostituirà quello crollato il 14 agosto: “Un intervento ibrido tra light art e lighting design. Uno skyline notturno di livello internazionale”. Tre diverse luci informeranno sulla qualità dell’aria

Semplice, evocativa e comunicativa: così sarà l’illuminazione del nuovo ponte di Genova che sostituirà quello crollato il 14 agosto” spiega Romano Baratta, Light Artist e Lighting Designer tra i migliori 40 al mondo under 40.

“Sarà un intervento ibrido tra light art e lighting design. Un nuovo skyline notturno di livello internazionale.

La luce può rendere monumentale un’area che lo richiede. Può dare identità a un luogo antico o a un altro che, seppur recente, è andato distrutto o crollato. Un monumento leggero – continua Romano Baratta- per non appesantire ulteriormente l’anima di una città gravemente colpita. Un monumento di luce che silentemente grida al mondo. L’architettura del ponte che ci sarà non è rilevante. L’idea è adattabile a qualsiasi struttura”.

“Una illuminazione che informa sul livello di qualità dell’aria: un ponte che smista e riduce il traffico, non può annullare l’inquinamento atmosferico –incalza Baratta-, ma può essere capace di informare la cittadinanza sul livello di bontà dell’aria. L’illuminazione sarà funzionale al benessere cittadino e farà aumentare il senso critico in merito alla tematica.

Il ponte fino alle 24.00 sarà un rilevatore dell’inquinamento dell’aria. Luce azzurra per l’aria pulita. Luce gialla per l’aria mediocre. Luce rossa per l’aria inquinata.

Dalle 24.00 si attiverà il ricordo. L’essenza del ponte Morandi, i piloni e gli stralli si manifesteranno con la luce per rievocare la loro presenza fisica. Elementi luminosi che sembreranno delle figure umane che allargano le braccia per unire due parti della città ferita. Per non dimenticare. Per non dimenticare i sacrifici di chi permise questa grande opera e chi ha perso la propria vita.

Il ricordo è sterile se fine a se stesso; ma –conclude il Light Artist e Lighting Designer Romano Baratta- se il ricordo diventa un monito ma soprattutto azione per il miglioramento fattivo, allora le vite andate perse sono motivo di speranza”.

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