Per i siti di ecommerce è solo una parolaccia. Scatta la petizione per difendere il nome del Comune Troia: “Non si censura la nostra storia”

L’iniziativa di Dario Intiso, residente nel comune più grande dei Monti Dauni: “Non è possibile fare annunci di case in vendita o in affitto, o riferimenti al nostro Nero di Troia. Ora basta”

Per i foggiani Troia (rigorosamente con l’iniziale maiuscola) è il nome del più grande comune dei Monti Dauni, con le sue bellezze, la sua storia, il rosone della Concattedrale tra i più belli al mondo. Per gli amanti della storia e dell’epica, Troia è stata anche la città (che attualmente risiede nella parte asiatica della Turchia) protagonista di un’acerrima guerra con gli Achei. Ma è anche una parola che si presta a degli antipatici equivoci. Tanto che molti portali oggi ne vietano l’utilizzazione.

“C’è chi la segnala come violazione del regolamento”, denuncia Dario Intiso, residente a Troia, e promotore di una petizione online che chiede il riconoscimento ufficiale della parola come nome proprio di città. “Io abito a Troia paese della provincia di Foggia famoso per la sua Cattedrale e il suo Nero di Troia. Ancor più grave è non riconoscere l'antico sito in Asia minore da cui deriva la leggenda del Cavallo di Troia”, racconta Intiso nel testo che accompagna la petizione.

“Immaginate di avere a casa su uno scaffale impolverato una riproduzione del Cavallo di Troia e quindi di metterlo in vendita su un sito di e-commerce. Secondo il loro regolamento bisognerebbe inserire l'annuncio in questo modo "Vendo Cavallo di …". Immaginate di commerciare vini ed essere costretti a scrivere "Vendo Nero di..." oppure vendo "Nero di T***a". Anche la forma affitto casa a Troia (FG) non è consentita. Io mi sento offeso e “bullizzato”. Ci sono moltissime persone che in Italia hanno il cognome Troia. Allora cosa facciamo, le escludiamo dai colloqui di lavoro poiché non è possibile inserire parolacce nei curriculum? Non riconoscendo il paese di Troia non riconosciamo uno dei nostri presidenti del consiglio Antonio Salandra nato e vissuto a Troia. Il 3 marzo 1979, entrò in circolazione la banconota da 5.000 lire con il Rosone della Cattedrale di Troia. Secondo questi puritani di Subito.it cosa facciamo?”.

A nulla sono valse le segnalazioni ai servizi di assistenza: “Non mi hanno mai risposto, oppure hanno fatto riferimento a telefonate nei miei confronti mai verificatesi. O peggio ancora, qualcuno mi ha ribadito l’impossibilità di modificare il regolamento. E quindi “Troia” resta una parola da censurare perché riconosciuta come offensiva”.

Da qui l’iniziativa per difendere il nome e la propria comunità, ma anche la sua storia: “Provate a ricercare la parola Troia su Google...non vi apparirà un sito hard. Sono fiero di abitare a Troia e di essere Troiano. Ma soprattutto non rinnego la storia”.  

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