Parcocittà non molla, ottimismo nel 'quartiere' delle interazioni che si rivolge ai foggiani di ogni età: "Questo è bellissimo"

Ad ottobre scadono i termini per l'affidamento della struttura all'Ats che la gestisce da oltre 5 anni. Il rinnovo non sembrerebbe essere così scontato. Katia Colella: "Siamo ottimisti, anche perché i rapporti col Comune sono sereni"

Immagine di repertorio

Si lavora a ritmo serrato a ParcoCittà, il ‘quartier generale’ di parco San Felice e di una buona fetta di città. Sul tavolo, si valutano varie consulenze per il piano di sicurezza anti-Covid in vista degli eventi in programma nell’antiteatro, molti dei quali convoglieranno nel cartellone estivo che - assicurano da via Rovelli – verrà ufficializzato molto presto. Un programma che, secondo rumors e voci di corridoio, potrebbe essere l’ultimo.

O meglio, l’ultimo a cura della Ats che da 5 anni ormai gestisce ParcoCittà e che ha trasformato quello che era un luogo di degrado in un aggregatore sociale e in un contenitore di storie, idee, progetti. ParcoCittà sarà presto a gestione diretta del Comune di Foggia? Non si sa. L’unica cosa al momento certa è la scadenza, fissata ad ottobre di quest’anno, dei termini per l’affidamento in comodato d’uso della struttura. Un rinnovo che, così come il prosieguo delle progettualità in corso, non sembrerebbe ora così scontato.

La situazione in via Rovelli, intanto, è di cauto ottimismo. “Stiamo lavorando alacremente alla ripartenza post-Covid”, spiega Katia Colella, presidentessa Aps Energiovane, capofila del progetto ParcoCittà. Le novità non mancano: “Abbiamo inaugurato la ripartenza accogliendo la cooperativa Millennium 2000 che si occupa di soggetti affetti da disabilità psico-cognitiva con varie attività calendarizzate nella fascia mattutina, ed è in corso di riprogrammazione il cartellone ‘E… state al Parco 2020’. Ovviamente stiamo mettendo a punto il piano di sicurezza anti-Covid per gli eventi che prevedono fenomeni aggregativi”, puntualizza. “Nel frattempo, sono finalmente ripartiti i progetti attivi sulle povertà educativa e i laboratori dal vivo”.

Il cartellone estivo, assicura, manterrà la stessa formula degli anni passati: “Ci sarà cinema, teatro, incontri con artisti locali e scrittori (il 26 giugno il primo appuntamento con la scrittrice Ritanna Armeni e il suo ‘Mara’, ndr), e ci stiamo organizzando per le mostre d’arte, che vorremmo ospitare all’aperto. Ma per tutto ciò dobbiamo definire il piano di sicurezza e distanziamento, insieme a tutte le procedure anti-Covid necessarie”. Verrà utilizzato, ovviamente, soprattutto l’anfiteatro all’aperto “ma abbiamo dovuto fare una rimodulazione degli spazi”, assicura Colella. “I posti a disposizione saranno tra i 100 e i 120, attendiamo ulteriori valutazioni tecniche al riguardo”.

Ancora fermi al palo i giochi estivi: “stiamo cercando di capire come gestire l’aspetto ludico-creativo, ma siamo riusciti a fare le ‘Letture piccine’ (progetto ‘Isola che c’è’). L’impegno è tanto, dobbiamo riqualificare tutti i progetti nell’ottica delle nuove regole e del distanziamento sociale”. Eppure, tiene a precisare, ParcoCittà non si è mai fermato, durante il lockdown: “Ci siamo reinventati con dei nuovi percorsi e altre piattaforme, abbiamo sperimentato nuove modalità di interazione e siamo riusciti a portare a casa degli utenti la logopedia, il massaggio neonatale e tutti i laboratori pratici compreso un piccolo laboratorio teatrale, con sessioni di psicomotricità”.

La risposta dei foggiani è stata massiccia, “abbiamo organizzato laboratori settimanali e plurisettimanali”. Qual è il punto di forza di questa realtà? “L’aggregazione di una utenza eterogenea: noi ci rivolgiamo ad un pubblico misto fatto di bambini, adulti e anziani. ParcoCittà è il luogo delle interazioni, dove tutte le fasce di età si incontrano in un fruttuoso scambio  generazionale. E questo è bellissimo”. Eppure, questa realtà potrebbe subire a breve un improvviso cambio di registro. “A noi non risultano, ad ora, frizioni”, taglia corto Colella.

“Siamo ottimisti, anche perché i rapporti sono sereni. Il Comune di Foggia è partner di tutti e quattro i progetti attivi sulla povertà educativa e gli ultimi due cartelloni estivi ci hanno visto ‘assorbiti’ all’interno del FoggiaEstate. Siamo certi che ci siano tutti i presupposti validi per il superamento di questi eventuali sviluppi”.

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Nessuna interlocuzione sarebbe, ad ora, avvenuta con l’amministrazione. “Siamo ancora agli esordi. Stiamo cercando di creare un piano di comunicazione che preveda sicuramente un dialogo con l’amministrazione comunale. Cercheremo un confronto sereno. Il nostro obiettivo è continuare sulla strada della rigenerazione urbana: abbiamo messo al centro delle nostre attività il ‘quartiere’ inteso come una ‘grande periferia’. Ma negli anni abbiamo abbracciato tanti quartieri, tante periferie, e non solo il Candelaro. La rinascita di questa comunità è per noi motivo di orgoglio”.

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