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Foggia raccoglie i kaki della 'rinascita': per non dimenticare mai cosa furono Hiroshima e il muro di Berlino

Raccolto dei kaki di Nagasaki oggi al liceo Marconi di Foggia. Convegno a 30 anni dalla caduta del muro tedesco e a 74 dall'olocausto nucleare

 

Il Liceo Scientifico “G. Marconi” di Foggia, in occasione del primo raccolto del “KAKI DI NAGASAKI” (figlio di un albero di kaki sopravvissuto allo scoppio nucleare del 9 agosto 1945, piantumato nel cortile dell’Istituto il 10 aprile 2013) ha organizzato oggi una conferenza  dal titolo “Il nucleare alza i muri, la comunità li abbatte”.

Duplice lo scopo: riflettere sul nucleare e sulla sua pericolosità, in tutte le sue forme, soprattutto in un momento storico in cui riemergono le tentazioni di un ritorno all’uso dell’energia nucleare; ricordare i 30 anni dalla caduta del muro di Berlino (9-11-1989 / 9-11-2019), frutto di una divisione del mondo basata sul terrore nucleare e sulla crescita esponenziale degli armamenti.

Da tutto questo è scaturita una riflessione sul presente e sugli oltre 170 muri che oggi nel mondo dividono, costringono, mettono gli uni contro gli altri, lacerando la vita di persone, famiglie, comunità, popoli e paesi. Per costruire un futuro di pace è necessario che i muri diventino ponti attraverso i quali sia possibile incontrarsi e crescere insieme.

Alla conferenza, organizzata nell’ambito del progetto “Uomo Mondo – la Pace, l’impegno, la condivisione”,  sono intervenuti: Prof. Aldo Ligustro, Presidente della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, docente di Diritto internazionale presso UniFg (testimone a Berlino della caduta del muro); Prof. Roberto Rana, docente di Merceologia e di Educazione ambientale presso UniFg (che parlerà del nucleare oggi); Dott.ssa Hara Francesca Hiroko, (testimone delle conseguenze dell’olocausto nucleare).

Al termine della conferenza si è proceduto alla prima raccolta del kaki.

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