La linguaccia alla 'Quarta mafia' opera del mosaico digitale intelligente che punta a riqualificare il Candelaro

Il mosaico intelligente, oltre che avere un impatto fortemente estetico sulla qualità del luogo, consentirà di interagire con gli smartphone di coloro che saranno nella sua prossimità e che potranno usufruire di una serie di servizi

Foto di Paolo Delli Carri

Alla presenza di Michele Emiliano, Alfonso Pisicchio, Franco Landella, Donato Pascarella e dell'amministratore e fondatore di Mosaico Digitale Salvatore Pepe, con la partecipazione di Oliviero Toscani, il 25 marzo prossimo, alle 12 presso la sala della 1^ circoscrizione di via Romolo Caggese a Foggia, verrà presentato #SmartWall

In un contesto di rinnovato interesse per la rigenerazione urbana si è inserita l’idea di mettere a disposizione della start-up Graffiti for Smart City una parete del complesso edilizio delle piastre del Candelaro, libera dalla presenza di finestre, per l’installazione di un mosaico digitale intelligente.

L’idea è quella di rendere questo muro un luogo di incontro tra arte e servizi, una infrastruttura capace di generare un punto di contatto tra i bisogni dei cittadini e le risposte date dalla città, ovvero ricreare uno spazio fisico e allo stesso tempo “immateriale” che evochi il concetto di piazza, luogo privilegiato dell’incontro tra le persone, tra le istituzioni e gli abitanti del quartiere. 

Il mosaico intelligente, oltre che avere un impatto fortemente estetico sulla qualità del luogo, consentirà di interagire con gli smartphone di coloro che saranno nella sua prossimità e che potranno usufruire di una serie di servizi. L’antica arte del mosaico incontra così la tecnologia per riqualificare le periferie. 

Si tratta di un nuovo modo di intendere l’arte di strada dei graffiti che spesso caratterizzano le periferie delle città come contaminazione di bellezza e tecnologia a servizio del cittadino. L’opera scelta per la realizzazione del mosaico digitale è una fotografia di Oliviero Toscani e rappresenta un bambino di colore che fa una linguaccia nel cuore del Candelaro, quartiere popolare e teatro spesso di scontri mafiosi. Il rosso intenso della lingua evoca il colore del sangue della Quarta Mafia d’Italia che può essere contrastata anche con l’irriverenza di un bambino e l’arte digitale di cui quest’opera è espressione. 

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